Banche centrali al centro dei mercati, i broker vedono una stretta Fed
I mercati si avviano a una settimana decisiva per la politica monetaria, con Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan chiamate a decisioni che possono pesare su azioni e obbligazioni. L'appuntamento più seguito resta quello della Fed, mentre gli operatori valutano anche i nuovi dati su inflazione, consumi e produzione industriale nelle principali economie.
Punti chiave
- Il Fomc dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base il 16 settembre, portandoli oltre il 3,75%, con probabilità stimata all'85,6% dal FedWatch Tool.
- Il 18 settembre la Bank of Japan potrebbe aumentare i tassi dall'1% all'1,25% per contenere inflazione al 7,6% e rafforzare uno yen indebolito dal carry trade.
- Le riserve valutarie giapponesi calano di 94,6 miliardi a 995 miliardi a causa di vendite record di Treasury U.S. per difendere lo yen.
Attese sui tassi e calendario delle decisioni
Come riportato da Borsa Italiana, la riunione più attesa è quella della Federal Reserve di mercoledì 16 settembre, quando il presidente Kevin Warsh comunica le decisioni sul costo del denaro in un contesto in cui Donald Trump continua a sollecitare un taglio dei tassi. Gli analisti ritengono però più probabile un rialzo di 25 punti base da parte del Fomc, che porterebbe i tassi oltre il range 3,50%-3,75% in vigore da dicembre 2025.Secondo il FedWatch Tool di Cme Group, la probabilità di una stretta sale dal 70% all'85,6%, sostenuta da un'inflazione U.S. ancora elevata. Ad agosto l'indice dei prezzi al consumo si attesta al 3,4% annuo, mentre la componente core, al netto di cibo ed energia, si colloca al 2,4%.
Il mercato segue con attenzione anche la conferenza stampa di Warsh per cogliere indicazioni sulle prossime mosse entro fine anno, anche se il presidente della Fed ha già segnalato di essere restio a fornire guidance anticipata. Nella stessa giornata viene pubblicato anche il dot plot trimestrale con le stime anonime dei membri del Fomc; a giugno Warsh si era astenuto dalla diffusione delle proprie previsioni per coerenza con la sua posizione critica sullo strumento.
Giovedì 17 settembre i riflettori si spostano sulla Bank of England, per cui il consenso prevede tassi invariati al 3,75%, nonostante a luglio il pil del Regno Unito cresca dello 0,4% e persistano pressioni inflazionistiche legate al prezzo del greggio. Venerdì 18 settembre è poi il turno della Bank of Japan, che secondo le attese dovrebbe alzare i tassi dall'1% all'1,25%.
Effetti attesi su valute, bond e dati macro
La possibile mossa della banca centrale giapponese mira a raffreddare un'inflazione salita al 7,6% ad agosto e a sostenere lo yen, indebolito dalle operazioni di carry trade con cui gli investitori si finanziano in valuta giapponese per acquistare asset in dollari. Nelle scorse settimane le autorità nipponiche hanno anche venduto massicciamente Treasury U.S. per difendere la moneta nazionale.La voce relativa ai titoli di Stato esteri nelle riserve giapponesi registra una riduzione record di 87,8 miliardi di dollari, portando le riserve valutarie complessive a 995 miliardi, in calo di 94,6 miliardi in un solo mese. Il quadro conferma come le scelte delle banche centrali restino centrali non solo per i listini azionari, ma anche per il mercato obbligazionario e per gli equilibri valutari globali.
Sul fronte macroeconomico, lunedì sono attesi i dati sulla produzione industriale di luglio in Giappone ed Eurozona. Martedì la Cina pubblica vendite al dettaglio e produzione industriale di agosto, mentre arrivano anche le vendite al dettaglio U.S. e l'indice Zew tedesco sulle aspettative economiche; mercoledì, oltre alla Fed, il mercato segue l'inflazione di agosto in Gran Bretagna e Italia, prima del dato definitivo sull'intera Eurozona previsto per giovedì.
Sui rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona dopo il rialzo dei tassi della BCE di 25 punti base, nella nostra precedente analisi abbiamo ricostruito l’accelerazione di Bund, BTp, Oat e Bonos verso massimi pluriennali. Abbiamo inoltre evidenziato come il mercato restasse concentrato sulle prossime mosse di politica monetaria e sulle indicazioni della BCE, con attenzione anche al differenziale BTp-Bund e alla pressione sul tratto lungo della curva.
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