Piazza Affari chiude in rialzo, petrolio in calo sostiene i listini europei
I mercati azionari europei terminano la seduta in territorio positivo, con Milano in linea con il tono favorevole visto sulle altre piazze del continente. Il calo del petrolio alimenta l'ottimismo sulla tenuta dell'inflazione, mentre gli investitori guardano anche alla stretta della Fed e alla decisione attesa dalla Bank of Japan.
Punti chiave
- Il FTSE MIB chiude in rialzo dello 0,80% mentre il FTSE Italia All-Share raggiunge 54.968 punti, sostenuto dal calo dell'1,42% del petrolio a 101 dollari al barile.
- Tra i titoli principali Poste Italiane (+3,40%), Telecom Italia (+2,98%), Fincantieri (+2,40%) e Stellantis (+2,26%) guidano i guadagni, mentre Campari perde l'1,56%.
- L'attenzione sui mercati rimane sulle banche centrali, con la Fed che ha alzato i tassi di 25 punti base al 3,75-4 e attesa per la decisione della Bank of Japan.
Andamento dei mercati e fattori di seduta
Come riportato da Borsa Italiana, Piazza Affari archivia la giornata con un progresso dello 0,80% per il FTSE MIB, mentre il FTSE Italia All-Share chiude a 54.968 punti. Positivi anche il FTSE Italia Mid Cap, in aumento dell'1,12%, e il FTSE Italia Star, che sale dello 0,93%.Tra le principali borse europee, Francoforte guadagna lo 0,70%, Londra avanza dell'1,19% e Parigi segna un rialzo più contenuto dello 0,57%. A Wall Street, intanto, l'S&P 500 continua a salire dell'1,12%, all'indomani della decisione della Fed di aumentare i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,75-4.
Sul fronte valutario, l'euro resta vicino ai livelli della vigilia contro il dollaro U.S., con una variazione del +0,14%. L'oro registra una seduta di forti guadagni con un rialzo del 2,54%, mentre il petrolio Light Sweet Crude Oil scambia a 101 dollari al barile, in calo dell'1,42%. Lo spread resta fermo a 85 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 4,33%.
Titoli in evidenza e riflessi sul listino italiano
Nel paniere principale di Milano si mettono in luce Poste Italiane, in aumento del 3,40%, Telecom Italia, che sale del 2,98%, Fincantieri, in progresso del 2,40%, e Stellantis, in rialzo del 2,26%. Sul versante opposto, Campari cede l'1,56%, Buzzi perde lo 0,91%, Tenaris arretra dello 0,77% ed Eni lascia sul terreno lo 0,60%.Tra le mid cap, i migliori rialzi riguardano Danieli, che avanza del 5,18%, Sesa, in crescita del 3,79%, Technoprobe, che sale del 3,50%, e Ascopiave, in progresso del 3,20%. Le flessioni più marcate colpiscono invece Pharmanutra, in calo del 5,05%, Ferragamo, che perde il 3,96%, MFE B, in ribasso del 3,21%, e Ferretti, che scende del 2,40%.
Il quadro conferma un clima di mercato sostenuto soprattutto dall'allentamento delle pressioni sulle materie prime energetiche. L'attenzione resta ora rivolta alle prossime mosse delle banche centrali, con la decisione della Bank of Japan attesa domani.
Nella nostra precedente analisi sull’S&P 500 dopo il rialzo dei tassi della Fed, abbiamo evidenziato come l’indice stesse reagendo alla stretta monetaria muovendosi in un range di consolidamento, con segnali tecnici di breve termine ancora improntati alla cautela. L’articolo metteva l’accento sui livelli chiave di supporto e resistenza e sulla possibilità che un’eventuale rottura del range potesse aumentare il rischio direzionale nelle sedute successive.
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