Ue, stoccaggio gas resta sotto la media prima della stagione di riscaldamento
L'Europa si avvicina alla stagione del riscaldamento con riserve di gas inferiori ai livelli abituali per questo periodo. Il divario rispetto alla media quinquennale emerge mentre i ministri finanziari europei discutono un quadro economico che l'Ocse continua a definire segnato dall'incertezza.
Punti chiave
- Lo stoccaggio di gas nella Ue a metà settembre è al 68,7%, ben sotto la media quinquennale dell'88%, segnala l'Ocse.
- Il basso livello delle scorte aumenta il rischio per la sicurezza energetica durante i mesi di maggiore consumo invernale in Europa.
- La Commissione europea sostiene che la situazione è sotto controllo e non esprime preoccupazioni su forniture e obiettivi di stoccaggio.
Quadro energetico e valutazioni Ocse
Come riportato da Borsa Italiana, il segretario dell'Ocse Mathias Cormann segnala durante la sessione informale dell'Ecofin dedicata al quadro economico che i livelli di stoccaggio del gas nell'Unione europea sono ben al di sotto della norma.Secondo i dati aggiornati a metà settembre, lo stoccaggio di gas nella Ue è pari al 68,7% della capacità, contro una media degli ultimi cinque anni di circa l'88%. Cormann afferma inoltre che, rispetto all'ultimo Outlook dell'Ocse, lo scenario di incertezza non cambia, mentre l'organizzazione pubblica mercoledì prossimo le proiezioni aggiornate sull'andamento dell'economia.
Implicazioni per forniture e politica energetica
Il livello delle scorte resta un indicatore sensibile in vista dei mesi di maggiore consumo energetico, perché misura il margine con cui il blocco affronta il picco stagionale della domanda.La Commissione europea ribadisce finora che la situazione è sotto controllo e che a Bruxelles non ci sono preoccupazioni per il raggiungimento degli obiettivi di stoccaggio e, di conseguenza, per la sicurezza delle forniture energetiche.
Nel nostro precedente approfondimento sull’allarme per i costi energetici nel manifatturiero lombardo abbiamo evidenziato come l’aumento di energia e forniture stia erodendo la marginalità, soprattutto nelle filiere più energivore, nonostante la crescita del fatturato nel secondo trimestre. L’analisi segnalava anche il rischio di stop produttivi e ricorso agli ammortizzatori sociali in assenza di interventi strutturali sui prezzi dell’energia.
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