Invesco vede Fed e Bce verso ulteriori strette, cautela sui mercati nel breve
Le attese di mercato si concentrano su una nuova stretta monetaria della Fed, con il focus spostato soprattutto sul segnale che emergerà dal dot plot per il 2026. In parallelo, l'orientamento più restrittivo di Bce e Bank of Japan alimenta pressioni sui rendimenti e mantiene alta l'attenzione sugli effetti per obbligazioni, spread sovrani e azioni.
Punti chiave
- Invesco prevede che la Fed e la BCE manterranno un orientamento restrittivo, con possibili due rialzi dei tassi segnalati nel dot plot e nelle proiezioni BCE fino al 2028.
- L'esplicita ammissione della BCE sulla persistenza dell'inflazione ha causato un sell-off sul breve della curva e un rialzo di 25 punti base dei rendimenti tedeschi a 2 anni.
- Tensioni su petrolio e velocità dell'AI raccomandano cautela a breve termine, ma utili societari solidi e spread stretti mantengono una visione costruttiva sui mercati.
Scenario delle banche centrali e traiettoria dei tassi
Come riporta Borsa Italiana, per Invesco un rialzo della Fed è ormai prezzato dal mercato e dovrebbe essere accompagnato da un messaggio molto prudente sulla necessità di ulteriori interventi. Il punto centrale della riunione è capire se la mediana del dot plot indicherà uno o due rialzi nel 2026, anche se la maggioranza dei membri dovrebbe restare orientata verso una sola stretta e alcuni componenti del comitato mostrano già dubbi sul primo intervento.Il margine resta però ristretto e rimane il rischio che prevalga l'indicazione di due rialzi. Secondo l'analisi, il dibattito tra una risposta ordinaria al rincaro del petrolio e alla domanda legata all'intelligenza artificiale, oppure l'avvio di un vero ciclo di restrizione monetaria, continua a essere decisivo, anche perché nella storia recente la Fed non si è mai fermata a un rialzo isolato.
In Europa, il rialzo di 25 punti base della Bce, definito un "no brainer" da Christine Lagarde, è accompagnato da un aggiornamento delle proiezioni dello staff che rivede al rialzo le stime di inflazione e crescita fino al 2028. Anche in Giappone, la curva dei JGB si irripidisce mentre le recenti dichiarazioni della Bank of Japan confermano un orientamento di fondo restrittivo, pur senza segnalare scostamenti rapidi nel trend dei prezzi.
Effetti su rendimenti, spread e asset rischiosi
L'ammissione esplicita della Bce che i prezzi restano ben al di sopra del target per un periodo prolungato innesca un sell-off sul tratto breve della curva, con il rendimento del titolo tedesco a due anni in rialzo di 25 punti base. L'aumento del tasso terminale atteso riaccende inoltre nella zona euro il premio per il rischio sovrano e il rischio di una restrizione delle condizioni finanziarie, con un allargamento degli spread BTP/Bund e OAT/Bund; il prossimo rialzo al 2,75% dovrebbe arrivare a dicembre.Sui mercati, le tensioni sul petrolio e le riflessioni sulla velocità di sviluppo dell'AI impongono cautela nel breve periodo, ma il quadro di fondo resta costruttivo. Il dato recente dell'inflazione CPI negli U.S. non genera la forte sorpresa negativa temuta da molti operatori, diverse coperture vengono ridotte e un'inflazione sostenuta dalla tenuta dei servizi conferma la resilienza della domanda aggregata. In questo contesto, la forza degli utili societari, un maggiore pricing power delle aziende e spread del credito ancora compressi continuano a sostenere l'impostazione di mercato.
Nel nostro precedente articolo sull’ampliamento dello spread BTp-Bund e della pressione sui governativi dell’Eurozona abbiamo evidenziato una seduta di flight-to-quality, con il Bund favorito e un allargamento dei differenziali per Italia e Francia. In quel contesto, il rendimento del BTp decennale è risalito e lo spread OAT-Bund ha toccato i massimi dal 2012, segnalando tensioni diffuse sul comparto in vista di un quadro di tassi più restrittivo.
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