Maire in calo in Borsa, Bernstein taglia il target price e vede rischi sulla guidance 2026
Le pressioni sui costi e l'esposizione del gruppo al Medio Oriente pesano sul titolo Maire, che in Borsa scende di oltre il 2% e torna verso quota 12 euro. Il movimento arriva mentre il mercato valuta la tenuta degli obiettivi 2026 confermati a fine luglio, in un contesto di rincaro di materie prime e servizi nella seconda parte dell'anno.
Punti chiave
- Bernstein abbassa il target price di Maire da 15 a 13,3 euro e mantiene la raccomandazione 'marketperform' citando rischi sulla guidance 2026.
- Maire conferma per il 2023 ricavi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro e marginalità operativa del 7,3%-7,5% (545-575 milioni), ma Bernstein vede complessità se i costi restano elevati.
- Il Medio Oriente genera 1,8 miliardi di euro di ricavi H1 (50% del totale) e quasi 3 miliardi di portafoglio ordini al 30 giugno, confermando alta esposizione a rischi operativi regionali.
Dubbi sulla guidance e revisione del target
Come riporta Borsa Italiana, la flessione del titolo segue le valutazioni di Bernstein sulla capacità del gruppo di ingegneria di centrare la guidance 2026, alla luce dell'aumento dei costi di materie prime e servizi legato alla situazione geopolitica e all'impennata dei prezzi.A fine luglio, con i conti del primo semestre, il management aveva confermato l'obiettivo di ricavi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro nell'esercizio in corso, con una marginalità operativa del 7,3%-7,5%, pari a un intervallo di 545-575 milioni. In quell'occasione la società aveva anche ribadito la capacità di portare avanti i progetti, in particolare in Medio Oriente, grazie agli approvvigionamenti già effettuati per il 2025 e a misure di mitigazione del rischio sulla logistica e sul trasporto.
Secondo Bernstein, i fattori positivi includono la crescita di Nextchem, il consolidamento di Ballestra appena acquisita e l'avvio della contabilizzazione dei margini sui due contratti in Kazakistan. Tuttavia, la casa di investimento ritiene che il raggiungimento della guidance resti possibile soprattutto nella parte bassa dell'intervallo, se i costi di materie prime e servizi rimangono stabili rispetto ai ricavi; in caso contrario, il conseguimento dei target diventa più complesso. Per questo mantiene la raccomandazione "marketperform", ma riduce il prezzo obiettivo da 15 a 13,3 euro.
Esposizione al Medio Oriente e prossimi aggiornamenti
Il Medio Oriente resta un'area centrale per Maire. Nel primo semestre la regione genera 1,8 miliardi di euro di ricavi, pari al 50% del totale del periodo, mentre al 30 giugno il portafoglio ordini attribuito all'area arriva a quasi 3 miliardi.Il peso di questa esposizione rende particolarmente sensibile il gruppo all'evoluzione dei costi operativi e delle catene di fornitura nella seconda parte dell'anno. Il prossimo passaggio per il mercato è fissato al 27 ottobre, quando la società aggiorna gli investitori sui risultati dei primi nove mesi.
Nella nostra precedente analisi sull’agenda italiana all’Assemblea Generale dell’ONU a New York abbiamo evidenziato come sicurezza economica e catene di approvvigionamento siano diventate priorità centrali, anche alla luce delle crisi internazionali. In quel contesto abbiamo ricordato la firma del Memorandum d’Intesa Italia-USA sui minerali critici e sulle terre rare, insieme alle iniziative a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese, con l’obiettivo di rendere le filiere più resilienti.
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