Azimut amplia il buyback con acquisti per oltre 11,1 milioni di euro

Azimut amplia il buyback con acquisti per oltre 11,1 milioni di euro
Azimut rafforza il buyback

Nel quadro del programma di riacquisto di azioni proprie, Azimut intensifica gli acquisti a metà settembre con un investimento superiore a 11,1 milioni di euro. L'operazione si inserisce nella prima tranche autorizzata nel 2026 e porta la quota complessiva di azioni proprie detenute vicino al 2% del capitale sociale.

Punti chiave

  • Azimut ha acquistato tra il 14 e il 18 settembre 2026 un totale di 291.195 azioni proprie per 11.172.480,44 euro a un prezzo medio di 38,3677 euro per azione.
  • L'acquisto rientra nella prima tranche del buyback approvato dall'Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2026 e dal CdA del 30 luglio 2026.
  • Al 18 settembre Azimut detiene 2.836.840 azioni proprie, pari all'1,9803% del capitale sociale, con il titolo a 39,67 euro sul listino di Milano.

Acquisti della prima tranche a settembre

Come riportato da Borsa Italiana, Azimut comunica di aver acquistato tra il 14 e il 18 settembre 2026 un totale di 291.195 azioni proprie a un prezzo medio ponderato di 38,3677 euro per azione, per un controvalore complessivo di 11.172.480,44 euro.

L'operazione rientra nella prima tranche del programma di buyback ed è eseguita in attuazione delle delibere approvate dall'Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2026 e dal Consiglio di Amministrazione del 30 luglio 2026.

Impatto sulla struttura del capitale e andamento del titolo

Al 18 settembre, includendo anche le azioni proprie già presenti in portafoglio, Azimut Holding detiene complessivamente 2.836.840 azioni proprie, pari all'1,9803% del capitale sociale.

Sul listino di Milano, intanto, il titolo della società di servizi finanziari estende i guadagni rispetto alla seduta precedente e si attesta a 39,67 euro.

Nel nostro precedente articolo sui rischi legati al ciclo dell’intelligenza artificiale, abbiamo riportato le osservazioni del governatore Bankitalia Fabio Panetta sulle valutazioni elevate del comparto tech e sulle aspettative molto ottimistiche incorporate nei prezzi. Panetta ha avvertito che, se tali aspettative non venissero confermate, i mercati potrebbero essere esposti a correzioni brusche e a maggiore volatilità, con possibili aggiustamenti rapidi dei prezzi degli attivi.

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