Piazza Affari cede terreno mentre il tech sostiene i listini europei

Piazza Affari cede terreno mentre il tech sostiene i listini europei
Milano giù, tech reggono

La seduta azionaria europea si muove senza una direzione netta, mentre Milano resta in calo rispetto agli altri principali mercati del continente. A sostenere il comparto tecnologico contribuiscono i rialzi di STMicroelectronics e Technoprobe, mentre pesano Buzzi e il forte ribasso di Industrie De Nora.

Punti chiave

  • STMicroelectronics sale dell'1,20% e Technoprobe continua i rialzi, spinte dal +2,5% nella precedente chiusura di ASML.
  • Industrie De Nora subisce forte pressione dopo il collocamento da parte di Snam di circa 10 milioni di azioni per 67 milioni di euro.
  • Buzzi perde il 2,30% in seguito al declassamento di UBS a 'Sell' con target price fissato a 34 euro.

Titoli sotto osservazione a Milano

Secondo Borsa Italiana, il comparto tecnologico è tra i più solidi della seduta a Piazza Affari. STMicroelectronics guadagna l'1,20% e Technoprobe prosegue la serie di rialzi recenti, sostenute anche dalla buona performance di ASML, che consolida il +2,5% registrato nella chiusura precedente.

Tra le blue chip avanzano anche ENI con un +0,79%, Nexi con un +0,75% e Moncler con un +0,74%. Sul versante opposto, Buzzi perde il 2,30% dopo il declassamento di UBS a "Sell" con target price a 34 euro, mentre Unipol cede l'1,67%, DiaSorin l'1,49% e Avio l'1,26%.

Forte pressione anche su Industrie De Nora, dopo che Snam ha completato il collocamento di circa 10 milioni di azioni ordinarie per un controvalore lordo complessivo di circa 67 milioni di euro. Nel segmento delle mid cap, i rialzi più evidenti riguardano Erg (+1,59%), De' Longhi (+0,87%), Tamburi (+0,80%) e Reply (+0,76%), mentre le peggiori performance sono di Moltiply Group (-2,64%), Ferragamo (-2,08%), Banco Desio (-1,78%) e WIIT (-1,58%).

Nel nostro precedente articolo sul collocamento accelerato di azioni Industrie De Nora da parte di Snam abbiamo riferito che Asset Company 10 S.r.l. ha venduto circa 10 milioni di azioni a 6,69 euro ciascuna, per un incasso lordo di circa 67 milioni di euro. Dopo l’operazione, la controllata mantiene circa 33 milioni di azioni a voto plurimo (16,6% del capitale) e si è impegnata a un lock-up di 90 giorni sulla quota residua, offrendo maggiore visibilità sui possibili ulteriori movimenti nel capitale.

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