Le utility italiane chiudono in calo, FTSE Italia Utilities perde l'1,13%

Le utility italiane chiudono in calo, FTSE Italia Utilities perde l'1,13%
Utility italiane in ribasso

Il comparto delle utility in Italia termina la seduta del 23 settembre in territorio negativo, in controtendenza rispetto al lieve progresso registrato dall'indice di settore dell'Area Euro. Il FTSE Italia Utilities si ferma a 48.544,1 punti, con una flessione di 554,3 punti sulla chiusura precedente, mentre l'EURO STOXX Utilities sale lievemente a 559.

Punti chiave

  • Il FTSE Italia Utilities chiude il 23 settembre a 48.544,1, in calo dell'1,13%, mentre l'EURO STOXX Utilities registra un lieve rialzo a 559 punti.
  • Hera perde l'1,32% e Italgas l'1,31%, segnalando pressione ribassista anche sulle blue chip del comparto utility italiano.
  • Nel segmento Ftse MidCap, Acea chiude a -2,15%, ERG a -1,97% e Ascopiave a -1,85%, confermando debolezza diffusa su tutto il settore.

Andamento del settore e confronto europeo

Come riportato da Borsa Italiana, la seduta del 23 settembre vede una debolezza diffusa nel settore utility italiano, mentre l'indice europeo di riferimento mantiene un andamento leggermente positivo.

Il FTSE Italia Utilities chiude a quota 48.544,1, in calo di 554,3 punti rispetto alla sessione precedente. Nello stesso arco di mercato, l'EURO STOXX Utilities registra invece un lieve rialzo e si attesta a 559, dopo avere avviato la seduta a 560.

Pressione sui titoli principali e MidCap

Tra le blue chip del comparto utility, Hera conclude la giornata con una flessione dell'1,32%, mentre Italgas termina gli scambi con un ribasso dell'1,31%. Il quadro segnala quindi una debolezza distribuita anche tra i principali nomi del listino italiano.

Nel segmento Ftse MidCap, Acea chiude in calo del 2,15%, ERG perde l'1,97% e Ascopiave lascia sul terreno l'1,85%. L'insieme delle performance indica una seduta negativa per l'intero comparto, con ribassi sia tra i titoli a maggiore capitalizzazione sia tra quelli di media dimensione.

Nella nostra precedente analisi sulla possibile tassazione europea degli extraprofitti delle società energetiche, abbiamo ricostruito l’evoluzione del confronto tra i Paesi Ue e l’avvio di una discussione formale all’Ecofin di inizio ottobre. L’articolo evidenziava anche come, secondo Giancarlo Giorgetti, i prezzi dei carburanti restino condizionati da fattori di mercato come Brent e capacità di raffinazione, limitando l’efficacia di interventi solo nazionali.

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