CDP colloca Yankee bond da 1 miliardo di dollari con domanda 2,4 volte superiore

CDP colloca Yankee bond da 1 miliardo di dollari con domanda 2,4 volte superiore
Yankee bond CDP record

Cassa Depositi e Prestiti amplia il proprio accesso al mercato obbligazionario internazionale con una nuova emissione rivolta agli investitori istituzionali statunitensi e globali. Il collocamento da 1 miliardo di dollari sostiene anche le esportazioni delle imprese italiane, in un'operazione che registra ordini per circa 2,4 miliardi.

Punti chiave

  • CDP ha collocato un Yankee Bond da 1 miliardo di dollari con domanda pari a 2,4 miliardi di dollari, cioè 2,4 volte l'offerta.
  • Il 90% dell'emissione è stato allocato a investitori esteri, di cui oltre il 50% agli Stati Uniti, con cedola fissa annua al 5,50% e rating atteso BBB+ da S&P e Fitch.
  • I fondi raccolti sosterranno le esportazioni delle imprese italiane tramite strumenti di export finance, con collocamento gestito da un consorzio di nove banche internazionali.

Domanda estera forte sull'emissione

Come riportato da Borsa Italiana, il quarto Yankee Bond di CDP viene collocato con una domanda definita di elevata qualità, guidata da primari investitori istituzionali. Gli ordini raggiungono circa 2,4 miliardi di dollari, pari a 2,4 volte l'offerta, segnalando un forte interesse per il debito dell'istituto presso il mercato internazionale.

L'allocazione finale mostra una marcata diversificazione geografica. Il 90% dell'emissione va a investitori esteri, con oltre il 50% destinato agli Stati Uniti, seguiti da Svizzera con il 13%, Medio Oriente con il 10%, Paesi Nordici con il 5%, UK con il 4% e Penisola Iberica con il 3%.

Il titolo offre una cedola annua lorda a tasso fisso del 5,50% e una scadenza di cinque anni. Per l'emissione è atteso un rating BBB+ da parte di S&P e BBB+ da parte di Fitch.

Sostegno all'export e ruolo delle banche

Le risorse raccolte consentono a CDP di sostenere direttamente le esportazioni delle imprese italiane, anche attraverso attività di export finance. L'operazione rafforza così gli strumenti finanziari a supporto delle aziende italiane sui mercati esteri.

Il collocamento viene curato da un sindacato di banche nel ruolo di Joint Bookrunners composto da BNP Paribas, BofA Securities, Citigroup, Goldman Sachs International, Intesa Sanpaolo, Divisione IMI CIB, J.P. Morgan, Morgan Stanley e UniCredit. La composizione del consorzio riflette il profilo internazionale dell'operazione e l'obiettivo di raggiungere una base ampia di investitori istituzionali.

Nel nostro precedente approfondimento sull’attrattività dell’Italia per gli investimenti esteri abbiamo evidenziato come l’Europa resti la regione più appetibile per il business e come l’Italia si collochi tra le principali destinazioni, sostenuta dall’interesse di operatori extraeuropei. L’articolo sottolineava anche che, pur con criticità come burocrazia e costi, la capacità di attrarre capitali internazionali rafforza il profilo del Paese come piattaforma manifatturiera e commerciale.

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