Commissione Ue difenderà in tribunale la multa a X sul Dsa

Commissione Ue difenderà in tribunale la multa a X sul Dsa
Ue e X, sfida legale

La disputa tra Bruxelles e X entra in una nuova fase legale dopo la sanzione da 120 milioni di euro decisa a dicembre nell'ambito del regolamento europeo sui servizi digitali. Il confronto si amplia mentre il governo degli U.S. chiede di sostenere il ricorso della piattaforma controllata da Elon Musk.

Punti chiave

  • La Commissione europea difenderà in tribunale la multa da 120 milioni di euro inflitta a X a dicembre 2023 per violazioni del Digital Services Act.
  • Le accuse riguardano la presunta ingannevolezza dei segni di spunta blu, la poca trasparenza pubblicitaria e l'accesso limitato ai dati per i ricercatori indipendenti.
  • Il caso rappresenta un segnale forte della determinazione Ue nell'applicare le regole del Dsa alle grandi piattaforme e potrebbe essere un precedente per future sanzioni.

Sanzione Dsa e linea della Commissione

Come riportato da Borsa Italiana, la Commissione europea afferma di essere pronta a difendere davanti ai giudici la multa inflitta a X per presunte violazioni del Digital Services Act, il quadro normativo Ue sui servizi digitali.

Thomas Regnier, portavoce dell'esecutivo europeo, dichiara che la legislazione viene applicata "in modo obiettivo, trasparente e basandosi su elementi solidi" e che Bruxelles è pronta a sostenere la propria posizione in tribunale. Aggiunge che la Commissione dispone di numerose prove e che la decisione finale spetta alla giustizia, definita pienamente indipendente.

La sanzione da 120 milioni di euro era stata imposta a dicembre dello scorso anno per tre violazioni contestate alla piattaforma rispetto al Dsa.

Contestazioni su trasparenza e verifiche

Secondo la Commissione, X avrebbe ingannato gli utenti attraverso i segni di spunta blu, che avrebbero dovuto certificare l'affidabilità delle fonti informative. Bruxelles contesta inoltre alla società il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza nella pubblicità e nelle modalità di accesso dei ricercatori indipendenti ai dati interni della piattaforma.

Il caso segnala la determinazione delle istituzioni europee nel far rispettare il Dsa nei confronti delle grandi piattaforme digitali e può diventare un riferimento per l'applicazione futura delle regole Ue su moderazione, pubblicità e accesso ai dati.

Nel nostro precedente articolo sulle misure contro il caro energia e carburanti abbiamo ricostruito il confronto imminente del governo sull’eventuale attivazione della clausola di salvaguardia e su possibili deroghe alle regole europee per contenere i costi. Avevamo anche evidenziato che nel 2026 sono previste misure per 2 miliardi di euro e che le decisioni dipendono dal contesto internazionale e dal coordinamento con l’Ue, con potenziali ricadute su famiglie e imprese.

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