Columbia Threadneedle vede altre strette delle banche centrali sui rischi inflazionistici
Le aspettative sui tassi restano orientate verso un ulteriore irrigidimento monetario nelle principali economie avanzate, mentre inflazione ed energia continuano a condizionare le decisioni delle autorità monetarie. Per gli investitori, il quadro macroeconomico resta nel complesso solido, ma un nuovo shock sui prezzi potrebbe aumentare la pressione su mercati e sentiment.
Punti chiave
- Columbia Threadneedle Investments prevede ulteriori rialzi dei tassi da parte di Fed, BCE e BoE entro fine anno e nel corso dei prossimi dodici mesi.
- La lenta disinflazione negli Stati Uniti e le persistenti pressioni sui prezzi dell’energia inducono la Fed a mantenere un approccio restrittivo.
- Il rischio di nuove pressioni inflazionistiche sulle materie prime potrebbe spingere le banche centrali a prolungare politiche restrittive, influenzando negativamente valutazioni e sentiment di mercato.
Prospettive sui tassi e segnali delle banche centrali
Come riportato da Borsa Italiana, Columbia Threadneedle Investments indica che la politica monetaria delle principali banche centrali resta fortemente dipendente dai dati, in un contesto in cui i mercati prezzano ulteriori rialzi nei prossimi mesi e nel corso del prossimo anno. Dopo le ultime riunioni, Federal Reserve, BCE e Bank of Japan hanno alzato i tassi, mentre la Bank of England li ha lasciati invariati pur segnalando che una nuova stretta potrebbe avvicinarsi.Secondo l'analisi, il filo conduttore tra le autorità monetarie è la necessità di reagire all'evoluzione dell'inflazione e dei prezzi delle materie prime. Un'eventuale stabilizzazione o flessione di queste componenti potrebbe offrire maggiore margine di manovra, ma al momento le attese del mercato restano orientate verso una politica più restrittiva da qui a fine anno e nei dodici mesi successivi.
Negli Stati Uniti, la Fed resta concentrata su un processo di disinflazione che non avanza con la rapidità sperata, con i prezzi dell'energia che continuano a rappresentare una fonte di pressione. Nel Regno Unito, anche la BoE viene vista in rotta verso nuovi rialzi, mentre la BCE deve ancora confrontarsi con tassi di riferimento inferiori all'inflazione e la Bank of Japan prosegue la normalizzazione da livelli eccezionalmente bassi.
Impatto atteso su mercati e investitori
Il quadro delineato suggerisce che il costo del denaro potrebbe restare elevato più a lungo del previsto, con effetti su valutazioni, obbligazioni e propensione al rischio. La necessità per le banche centrali di preservare la propria credibilità, soprattutto negli Stati Uniti, rafforza l'idea di un approccio prudente verso un allentamento della politica monetaria.Per gli investitori, il contesto macroeconomico resta complessivamente resiliente, ma il rischio principale continua a essere un nuovo impulso inflazionistico legato alle materie prime. Se le pressioni sui prezzi dovessero intensificarsi, i mercati potrebbero trovarsi di fronte a ulteriori revisioni delle aspettative sui tassi e a un peggioramento del sentiment.
Nella nostra precedente analisi sui dati dell’inflazione in USA ed Europa abbiamo evidenziato come le letture su PCE e CPI dell’Eurozona siano un passaggio cruciale per orientare le aspettative di mercato sui prossimi tassi di Fed e BCE. L’articolo sottolineava anche la pressione su bond e azionario e il ruolo dei prezzi energetici, in particolare del gas, nel mantenere elevate le attese inflazionistiche e quindi la probabilità di ulteriori strette monetarie.
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