Borse europee verso un finale di settembre debole, focus su inflazione in U.S. ed Europa

Borse europee verso un finale di settembre debole, focus su inflazione in U.S. ed Europa
Borse europee in calo

I mercati finanziari si avviano a chiudere i primi nove mesi dell'anno con un settembre finora debole per l'azionario, a eccezione del Nasdaq, e molto negativo per i titoli di Stato. I dati sull'inflazione attesi questa settimana in U.S. e in Europa sono destinati a incidere sulle aspettative di nuovi rialzi dei tassi da parte di Fed e Bce a fine ottobre.

Punti chiave

  • L'indice Pce degli Stati Uniti per agosto sarà pubblicato mercoledì, con attese di stabilità al 3,7%.
  • Eurostat diffonderà venerdì la stima dell'inflazione di settembre nell'area euro, con consensus al 3,5% per l'indice generale e 2,5% per il core.
  • I dati saranno determinanti per le decisioni sui tassi in ottobre di Fed (27-28 ottobre) e Bce (29 ottobre), influenzando la politica monetaria e i mercati.

Dati chiave per le prossime mosse delle banche centrali

Come riporta Radiocor, l'attenzione degli investitori si concentra ora sui principali indicatori dei prezzi, considerati decisivi per orientare le prossime riunioni di politica monetaria. Dopo un mese debole per diversi listini, il mercato deve misurarsi con l'inflazione, il fattore che continua a condizionare valutazioni e rendimenti.

Mercoledì negli U.S. viene diffusa la stima di agosto del dato Pce, l'indicatore dei prezzi delle spese per consumi personali, per il quale il mercato prevede una lettura stabile al 3,7%. Venerdì, invece, Eurostat pubblica la prima rilevazione dell'inflazione al consumo di settembre nell'area europea, con il consensus degli analisti che indica un aumento sia dell'indice complessivo, al 3,5%, sia di quello core, al 2,5%.

Impatto atteso su tassi e mercati

Le due rilevazioni sono considerate centrali per ridefinire le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse nei meeting di fine ottobre. Per la Fed le date indicate sono il 27 e 28 ottobre, mentre per la Bce il confronto è previsto il 29 ottobre.

Un dato più forte delle attese potrebbe rafforzare le aspettative di una linea monetaria restrittiva, mentre numeri più contenuti potrebbero alleggerire la pressione su azioni e obbligazioni. In questo quadro, la fine di settembre si conferma come un passaggio delicato per i mercati europei e statunitensi.

Nella nostra precedente analisi sui dati dei prezzi attesi tra Stati Uniti ed Eurozona abbiamo evidenziato come la stima del PCE di agosto e la prima lettura dell’inflazione di settembre siano snodi cruciali per le prossime decisioni di Fed e BCE. L’articolo sottolineava anche il contesto di fine trimestre: azionario in generale debole (con l’eccezione del Nasdaq) e obbligazionario molto negativo, mentre in Europa restava alta l’attenzione sui prezzi dell’energia per i riflessi sulle aspettative inflazionistiche.

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