Le utility italiane chiudono in calo, FTSE Italia Utilities perde l'1,73%

Le utility italiane chiudono in calo, FTSE Italia Utilities perde l'1,73%
Utility italiane in calo

Il comparto delle utility in Italia chiude la seduta del 28 settembre in territorio negativo, in controtendenza rispetto al tono positivo mostrato dall'indice settoriale dell'Area Euro. Il FTSE Italia Utilities termina a 47.962,6 punti, con una flessione di 846,3 punti rispetto alla chiusura precedente.

Punti chiave

  • FTSE Italia Utilities chiude in calo dell'1,73% nonostante l'indice EURO STOXX Utilities salga a 554 punti da 553.
  • Le blue chip Hera e Italgas limitano le perdite chiudendo rispettivamente a -0,96% e -0,67%.
  • Tra le mid-cap, ERG perde l'1,94%, Acea scende dell'1,34% e Alerion Clean Power segna -0,99%.

Andamento del settore e confronto europeo

Come riportato da Borsa Italiana, il ribasso del comparto utility italiano si registra nonostante la tenuta del benchmark europeo di settore. L'indice EURO STOXX Utilities chiude infatti in rialzo a 554 punti, dopo avere avviato la seduta a 553.

La divergenza tra il mercato italiano e il paniere dell'Area Euro segnala una giornata più debole per i titoli nazionali dei servizi pubblici. Il movimento del FTSE Italia Utilities conferma così una pressione diffusa sul comparto, pur in un contesto europeo complessivamente favorevole.

Debolezza diffusa tra blue chip e mid-cap

Nel listino principale, Hera limita le perdite e archivia la sessione in calo dello 0,96%, mentre Italgas chiude con una flessione dello 0,67%. I ribassi restano quindi contenuti tra i maggiori titoli del settore, ma contribuiscono al risultato negativo complessivo dell'indice.

Tra le mid-cap italiane, ERG registra una chiusura negativa con un ribasso dell'1,94%, mentre Acea cede l'1,34%. Anche Alerion Clean Power conclude la giornata in territorio negativo, con una variazione del -0,99% rispetto alla seduta precedente.

La crisi energetica discussa al vertice informale Ecofin di Dublino è stata al centro del nostro precedente approfondimento, nonostante non fosse nell’agenda ufficiale. In quell’occasione Giancarlo Giorgetti ha avvertito che lo shock legato ai conflitti e il rialzo dei prezzi dei carburanti potrebbero riflettersi sulle bollette di famiglie e imprese, con effetti sulla competitività europea e sulla stabilità finanziaria. Il quadro delineato aiuta a leggere anche le dinamiche dei titoli utility, particolarmente sensibili alle aspettative sui costi energetici e sulle misure di politica economica.

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