Milano chiude poco sopra la parità, Technoprobe guida i rialzi tra tech e difesa

Milano chiude poco sopra la parità, Technoprobe guida i rialzi tra tech e difesa
Technoprobe traina Milano

Piazza Affari termina la seduta con un progresso limitato, mentre il sostegno dei titoli tecnologici e il calo del greggio non bastano a dare slancio ai listini europei. A Milano si mettono in evidenza soprattutto Technoprobe, Fincantieri e altri nomi legati all'intelligenza artificiale, alla difesa e alle attese sugli ordini.

Punti chiave

  • Il Ftse Mib chiude a 51.804 punti con un rialzo dello 0,09%, dopo un massimo intraday di 52.289 punti, trainato da tecnologia e difesa.
  • Technoprobe guida i rialzi con un +6,8%, sostenuta dalle prospettive sull’intelligenza artificiale e dal supporto degli investimenti di Anthropic e il buyback Nvidia.
  • Avio avanza del 2,8% grazie al miglioramento della raccomandazione Equita a Buy e all’attesa di crescita della difesa (CAGR 30% tra 2025 e 2031).

Andamento del listino e titoli in evidenza

Come riportato da Borsa Italiana, il Ftse Mib archivia la seduta in rialzo dello 0,09% a 51.804 punti, dopo avere toccato un massimo intraday di 52.289 punti. La giornata vede tra i protagonisti i comparti tecnologia e difesa, con Fincantieri in aumento del 4,5% dopo avere invertito la debolezza della prima parte della seduta, quando cedeva oltre il 3%.

La migliore del listino è Technoprobe, che sale del 6,8% e porta il guadagno da inizio 2026 a quasi il 165%. Gli acquisti tornano sui titoli più esposti allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, sostenuti dalle indicazioni sugli investimenti previsti da Anthropic e dal clima favorevole già innescato nella vigilia dal buyback record di Nvidia.

Dietro Technoprobe si collocano Avio, in rialzo del 2,8%, St a più 2,5% e Prysmian a più 1,8%. Per Avio il catalizzatore arriva da Equita, che alza la raccomandazione a Buy e segnala la solidità del portafoglio ordini, le commesse attese per il prossimo anno negli U.S. e la crescita del business della difesa, per il quale prevede un tasso annuo composto del 30% tra il 2025 e il 2031.

Giudizi degli analisti e pressione sui petroliferi

Tra i titoli sostenuti dalle valutazioni degli analisti c'è anche Ferrari, che avanza dell'1,2% in vista della trimestrale di novembre. Jefferies definisce la casa di Maranello una rara fonte di visibilità in un contesto dei consumi generalmente più opaco, mentre anche Equita e Intermonte si attendono un trimestre solido, con il price-mix chiamato a compensare la contrazione dei volumi e l'aumento dei costi.

Nel resto del listino salgono Campari, a più 1,4%, e Fineco, a più 1,5%. In fondo al Ftse Mib si trovano invece Stellantis, in calo del 3,5%, Tim, in ribasso del 3,6%, e Poste Italiane, che perde il 3,1%, dopo la conclusione dell'Opas.

Prese di profitto colpiscono Amplifon, in flessione dell'1,3% dopo lo scatto della vigilia. Deboli anche i petroliferi, che seguono il calo del greggio dopo l'exploit della sessione precedente, con Tenaris a meno 2%, Saipem a meno 1,5% ed Eni a meno 1,2%.

Sul tetto ai prezzi dei carburanti annunciato da Eni, nella nostra precedente analisi abbiamo ricostruito il sostegno del governo e l’invito a estendere l’iniziativa anche alle altre compagnie. Avevamo evidenziato come l’obiettivo fosse ridurre la volatilità dei prezzi e attenuare l’impatto del caro energia su famiglie e imprese, in un contesto di pressione sul settore.

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