Europa in rialzo, Ftse Mib sale in attesa dei dati Pce negli U.S.
L'ultima seduta del mese e del trimestre si apre con acquisti diffusi sulle Borse europee, sostenuti dalla tregua nel rialzo dei rendimenti obbligazionari e da un petrolio sotto i recenti massimi. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,6% e torna sopra quota 52mila punti, mentre il mercato guarda ai dati su inflazione Pce e Pil degli U.S. per misurare le prossime mosse della Fed.
Punti chiave
- Le principali Borse europee chiudono in rialzo: Madrid +0,8%, Parigi +0,37%, Francoforte e Amsterdam +0,6%, con investitori in attesa dei dati Pce USA.
- Su Piazza Affari brillano Campari (+2,4%), Banca Mediolanum (+2,1% a 33 euro), Fineco (+1,95% a 22,43 euro) e Avio (+1,5%), mentre Eni cala dell'1% e Juventus perde il 6,6%.
- Probabilità di rialzo tassi Fed in ottobre scende dal 73% al 44%, euro sale a 1,1354, Brent a 102,70 dollari (+0,1%) e oro a 4.169 dollari (+0,35%).
Mercati europei tra dati macro e tassi
Come riportato da Borsa Italiana, citando Il Sole 24 Ore Radiocor, i listini del Vecchio Continente avanzano in modo compatto mentre gli investitori valutano l'impatto della guerra sui prezzi e i rischi effettivi per l'inflazione. Madrid è la migliore con un progresso dello 0,8%, mentre Parigi sale dello 0,37% e Francoforte e Amsterdam segnano entrambe un rialzo dello 0,6%.Il focus della giornata resta sul dato Pce degli U.S., l'indicatore d'inflazione più seguito dalla Fed perché legato alle spese per consumi, atteso stabile al 3,7%. Sotto osservazione anche il Pil degli U.S. del secondo trimestre, previsto in calo dal 2,1% all'1,5%, dopo i segnali di raffreddamento arrivati alla vigilia dal mercato del lavoro e dalla fiducia dei consumatori, che riducono le attese di un rialzo dei tassi già a ottobre.
Anche in Europa l'attenzione resta alta sui numeri dei prezzi al consumo, dopo i dati diffusi da Spagna e Belgio e con i mercati in attesa delle letture di Italia e Germania.
Titoli guida a Milano e riflessi su energia e valute
Sul listino milanese guidano i rialzi Campari, in crescita del 2,4%, seguita da Banca Mediolanum, in aumento del 2,1% a 33 euro, e Fineco, che sale dell'1,95% a 22,43 euro, dopo la ripresa della copertura da parte di Jp Morgan con giudizio overweight. Prosegue anche la serie positiva di Avio, in rialzo dell'1,5%, dopo il sostegno arrivato da Equita e l'annuncio dell'avvio dei lavori per il primo stabilimento negli U.S. dedicato ai motori a propellente solido.Technoprobe avanza del 2,3% dopo il forte movimento della vigilia, mentre St resta più indietro con un progresso dello 0,4%. In fondo al listino principale si collocano i titoli oil, con Eni in calo dell'1%, mentre fuori dal Ftse Mib Juventus perde il 6,6% dopo la sospensione iniziale.
Sulle materie prime il Brent sale dello 0,1% a 102,70 dollari al barile, mentre il Wti cede lo 0,10% a 89,29 dollari, dopo il venir meno nella notte delle speranze di successo della mediazione del Qatar tra U.S. e Iran. Il gas europeo Ttf scende dello 0,25% a 69,29 euro, l'oro sale dello 0,35% a 4.169 dollari l'oncia e sul mercato valutario il dollaro arretra, con l'euro a 1,1354 da 1,1333, mentre i mercati prezzano ora al 44% la probabilità di un nuovo rialzo Fed a ottobre, contro il 73% di martedì.
Nella nostra precedente analisi sul test dell’inflazione tra U.S. ed Europa abbiamo evidenziato come i mercati stessero entrando nella parte finale del trimestre con azionario debole (salvo il Nasdaq) e obbligazionario sotto pressione, in attesa dei dati chiave sui prezzi. In particolare, l’attenzione era rivolta alla stima del PCE USA e all’aggiornamento dell’inflazione dell’Eurozona, indicatori capaci di spostare le aspettative su eventuali nuovi rialzi dei tassi da parte di Fed e BCE, anche alla luce delle dinamiche dei prezzi energetici.
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