Italia affronta l'escalation della procedura Ue sulle Case Green
L'Italia entra in una nuova fase del contenzioso europeo sul recepimento della direttiva sull'efficienza energetica degli edifici, insieme a Grecia, Spagna e Malta. La Commissione europea concede ora due mesi ai quattro Paesi per adeguarsi pienamente, prima di un possibile rinvio alla Corte di giustizia dell'UE con richiesta di sanzioni pecuniarie.
Punti chiave
- Italia, Grecia, Spagna e Malta hanno ricevuto pareri motivati dalla Commissione europea per il mancato pieno recepimento della direttiva UE 2023/1791 sulle Case Green.
- I quattro Stati hanno due mesi per adeguarsi alle norme UE sull'efficienza energetica degli edifici, pena possibile deferimento alla Corte di giustizia dell'UE con rischio di sanzioni pecuniarie.
- La direttiva impone nuovi target su efficienza energetica, obbliga l'integrazione del criterio in politiche e investimenti e può impattare le politiche edilizie italiane.
Pareri motivati e scadenze per il recepimento
Come riportato da Borsa Italiana, la Commissione europea porta avanti la procedura d'infrazione contro Italia, Grecia, Spagna e Malta per il mancato pieno recepimento della direttiva UE 2023/1791, nota come direttiva Case Green. Bruxelles ha inviato pareri motivati ai quattro Stati, indicando le disposizioni che ritiene ancora non recepite e chiedendo un adeguamento completo alle norme europee sull'efficienza energetica degli edifici.La direttiva, adottata nel 2023, imponeva agli Stati membri di notificare le misure di recepimento entro l'11 ottobre 2025, salvo alcune disposizioni con termini specifici. Nel novembre 2025 la Commissione aveva già inviato lettere di costituzione in mora a 26 Stati membri per il recepimento incompleto e, dopo l'esame delle misure presentate e dei chiarimenti forniti dai quattro Paesi, ha concluso che l'adeguamento resta incompleto.
Dopo l'invio dei pareri motivati, i quattro Stati hanno due mesi di tempo per rispondere e completare il recepimento. Se questo passaggio non porterà a un allineamento pieno, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE e chiedere l'imposizione di sanzioni pecuniarie.
Impatto normativo su edifici e politica energetica
La direttiva aggiorna una precedente normativa del 2012 e introduce obiettivi più ambiziosi sul fronte dell'efficienza energetica, con l'obiettivo di ridurre i consumi nell'UE e rafforzare sia la sicurezza energetica sia l'accessibilità economica dell'energia. Il quadro normativo prevede target per il consumo e il risparmio energetico, con attenzione anche alle misure contro la povertà energetica e agli obiettivi per i consumi pubblici e la riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione.Tra i principi cardine della normativa figura quello dell'efficienza energetica al primo posto, che impone agli Stati membri di integrare questo criterio nelle decisioni politiche e nei principali investimenti, sia nei settori energetici sia in quelli non energetici. Per l'Italia, il mancato completamento del recepimento mantiene aperto un fronte regolatorio che può avere riflessi sull'attuazione delle politiche edilizie ed energetiche nazionali.
Nel nostro precedente articolo sulla posizione italiana al Consiglio informale Energia di Dublino abbiamo ricostruito la linea di Roma su metano e approvvigionamenti, con l’obiettivo di evitare regole UE troppo rigide che possano penalizzare la competitività industriale. Abbiamo inoltre evidenziato il coordinamento con la Repubblica Ceca su caro energia, ETS e forniture in vista del Consiglio europeo di ottobre, nel quadro più ampio della sicurezza energetica europea.
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