L’agenda europeo per la resilienza finanziaria punta alla stabilità e alla crescita

L’agenda europeo per la resilienza finanziaria punta alla stabilità e alla crescita
L’agenda europea per la stabilità

Quindici anni dopo l’istituzione del Comitato europeo per il rischio sistemico durante la crisi del debito sovrano dell’euro, l’Europa continua ad affrontare shock economici, geopolitici e climatici sovrapposti. La sfida per le politiche economiche è ora mantenere stabile il sistema finanziario, preservando al contempo le condizioni per gli investimenti e la crescita nell’intera area dell’euro.

Punti chiave

  • Le banche europee hanno dimostrato resilienza di fronte ai recenti shock, tra cui la pandemia, la guerra in Ucraina e tassi più elevati, grazie a capitali più solidi e a una vigilanza più rigorosa.
  • La BCE prevede una crescita dell’area dell’euro dello 0,9% nel 2024 e dell’1,4% entro il 2027, con un’inflazione in calo dal 3,0% nel 2024 al 2,1% nel 2028.
  • L’aumento dei prezzi dell’energia e dei tassi d’interesse a lungo termine sta accrescendo i rischi inflazionistici e l’incertezza, rendendo necessaria una costante vigilanza normativa sulle vulnerabilità emergenti.

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Prospettive sui rischi dopo 15 anni

Come illustrato dal Comitato europeo per il rischio sistemico, il quadro macroprudenziale dell’UE si è rafforzato dopo che la crisi finanziaria globale ha messo in luce le debolezze della vigilanza nell’UE e i pericoli degli squilibri a livello di sistema.

In un intervento per il 15° anniversario del CERS, si sottolinea che il sistema finanziario europeo ha finora retto alla pandemia, alla guerra della Russia in Ucraina, alla crisi energetica e al forte rialzo dei tassi d’interesse nel 2022 e nel 2023. Le banche europee vengono descritte come relativamente resilienti a tali shock, grazie a posizioni patrimoniali più solide, a una vigilanza più rigorosa e a una migliore gestione del rischio.

L’intervento avverte inoltre che la resilienza non è permanente. Indica l’intelligenza artificiale di frontiera come un potenziale fattore di accelerazione degli attacchi informatici, mentre il cambiamento climatico e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare minacce per la stabilità finanziaria e l’economia nel suo complesso.

Crescita e inflazione restano sotto pressione

Il messaggio generale è che la politica di stabilità finanziaria deve sostenere gli investimenti produttivi, mantenendo al contempo alta l’attenzione su una leva finanziaria eccessiva e su valutazioni degli asset troppo elevate. Questo equilibrio sta diventando sempre più importante, poiché nuovi shock influenzano le prospettive per prezzi e attività economica.

Le proiezioni di settembre della BCE prevedono una crescita dell’area dell’euro dello 0,9% quest’anno e dell’1,4% nel 2027, mentre l’inflazione dovrebbe scendere dal 3,0% di quest’anno al 2,1% nel 2028. Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi dell’energia nelle ultime settimane e il rialzo dei tassi d’interesse a lungo termine stanno accrescendo l’incertezza: il rincaro dell’energia aumenta i rischi inflazionistici, mentre condizioni finanziarie più restrittive gravano sulla crescita.

La valutazione suggerisce che la resilienza finanziaria dell’Europa rimane intatta, ma i responsabili delle politiche devono ancora affrontare un contesto altamente incerto. Per regolatori e mercati, l’attenzione resta sulla prevenzione, individuando le vulnerabilità emergenti abbastanza presto da limitare i danni qualora si concretizzassero.

Il nostro precedente articolo sulle pressioni inflazionistiche nell’area dell’euro e sui rischi per la stabilità finanziaria ha evidenziato come l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe mantenere l’inflazione ben al di sopra dell’obiettivo della BCE, mentre maggiori costi di indebitamento a lungo termine irrigidiscono le condizioni finanziarie e pesano sulla crescita. Ha inoltre osservato che valutazioni elevate degli asset legati all’IA e il forte indebitamento del settore tecnologico potrebbero amplificare la volatilità del mercato qualora una correzione si estendesse ai più ampi mercati azionari e del credito.

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