AllianzGI vede una crescita globale più diffusa con tassi ancora in rialzo
Nell'ultima parte dell'anno l'economia globale sembra avviarsi verso una crescita più ampia, pur restando frenata da inflazione persistente, tensioni geopolitiche e prezzi dell'energia elevati. Per i mercati, il quadro combina prospettive di utili societari ancora solidi con il rischio che Federal Reserve e Banca Centrale Europea mantengano una linea restrittiva fino a fine anno.
Punti chiave
- AllianzGI prevede che entro fine anno sia la Fed sia la Bce aumentino i tassi di 0,25 punti percentuali, con Bank of Japan ancora prudente.
- Dati macroeconomici solidi supportano ricavi e utili aziendali, alimentando le quotazioni azionarie e sostenendo settori come data center, utility e industriali.
- Inflazione superiore agli obiettivi, volatilità delle materie prime e aumento della spesa pubblica mantengono i rendimenti obbligazionari elevati e incrementano i rischi di mercato.
Scenario macro e attese sui tassi
Come riportato da Borsa Italiana, citando Il Sole 24 Ore Radiocor, AllianzGI segnala che la crescita mondiale sta acquistando nuovo slancio anche se le principali banche centrali restano concentrate sulla stabilità dei prezzi e orientate a irrigidire ancora la politica monetaria.Secondo la società, ad agosto il proprio indicatore Macro-Breadth registra una flessione significativa, ritenuta però probabilmente temporanea. La fiducia delle imprese è già in miglioramento, il manifatturiero tiene relativamente bene e i servizi recuperano terreno, elementi che indicano una pausa estiva più che un'inversione di tendenza.
AllianzGI rileva inoltre differenze regionali marcate. Negli U.S., l'economia parte da basi solide e mostra segnali di nuova accelerazione; in Europa i dati sorprendono sempre più spesso in positivo, sostenuti dalla spesa pubblica per infrastrutture, difesa e transizione energetica, mentre anche il Giappone vede una ripresa più estesa. La Cina resta invece il principale punto debole, sebbene una maggiore spesa pubblica possa offrire un sostegno temporaneo nel quarto trimestre.
Nel quadro delineato, la società si aspetta che entro la fine dell'anno sia la Fed sia la Bce aumentino i tassi di altri 0,25 punti percentuali, mentre la Bank of Japan prosegue con cautela verso livelli più elevati. Finché crescita e occupazione non subiscono un forte rallentamento, le banche centrali possono continuare a privilegiare il contenimento dell'inflazione.
Implicazioni per mercati, obbligazioni e settori
I segnali di ripresa più diffusa non configurano, secondo AllianzGI, un boom economico tradizionale, ma possono comunque sostenere ricavi e utili aziendali. Questo scenario offre supporto alle quotazioni azionarie e aiuta le imprese ad assorbire costi di finanziamento più elevati.La spinta agli investimenti in data center, reti elettriche, automazione e intelligenza artificiale amplia inoltre la domanda oltre il comparto delle grandi tecnologiche. A beneficiarne possono essere anche fornitori di apparecchiature, produttori di materiali, utility e gruppi industriali legati alla catena degli investimenti.
Il rovescio della medaglia resta l'inflazione, che in molti Paesi si mantiene sopra gli obiettivi delle banche centrali. La volatilità dei prezzi dell'energia, le tensioni sulle materie prime e l'aumento della spesa pubblica sostengono la crescita, ma rendono più difficile riportare i prezzi sotto controllo.
Per gli investitori, ciò significa che dati macroeconomici solidi possono lasciare spazio a nuovi rialzi dei tassi e a rendimenti obbligazionari ancora elevati, soprattutto sulle scadenze più lunghe. AllianzGI avverte però che i principali rischi restano una nuova escalation in Medio Oriente, un indebolimento inatteso di lavoro e consumi negli U.S., le elezioni di medio termine statunitensi, il progressivo ridimensionamento del dollaro USA come valuta di riserva e l'elevato debito pubblico, che aumenta l'offerta di titoli sul mercato.
Nel nostro precedente articolo sul rialzo dei rendimenti obbligazionari globali e la strategia di Equita, abbiamo spiegato perché tassi più alti e un Treasury USA vicino ai massimi possano convivere con un’impostazione ancora costruttiva sull’azionario. L’analisi metteva in evidenza una crescita reale più solida delle attese e una rotazione settoriale a favore di banche, temi legati all’intelligenza artificiale e megatrend infrastrutturali, pur con rischi per consumi e settori più sensibili al costo del denaro.
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