Italia conferma crescita del Pil nel secondo trimestre, acquisito 2026 allo 0,8%

Italia conferma crescita del Pil nel secondo trimestre, acquisito 2026 allo 0,8%
Pil italiano in crescita

La revisione ordinaria dei conti nazionali annuali lascia invariato il quadro della crescita italiana nel secondo trimestre. Il Pil conferma un aumento dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell'1% su base annua, con consumi e investimenti in aumento.

Punti chiave

  • Italia conferma la crescita del Pil nel secondo trimestre e acquisisce per il 2026 una variazione dello 0,8% secondo le stime Istat.
  • Nel secondo trimestre, consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi crescono dello 0,2%, esportazioni dell'1,0% e importazioni dell'1,5%.
  • I servizi segnano un aumento dello 0,4%, mentre industria e agricoltura calano rispettivamente dello 0,6% e dello 0,1%, confermando la resilienza della domanda interna.

Revisione dei conti e composizione della crescita

Come riportato da Borsa Italiana, le stime dei conti economici trimestrali risultano coerenti con la revisione ordinaria dei conti nazionali annuali pubblicata dall'Istat il 22 settembre 2026. La variazione acquisita per il 2026, al netto degli effetti di calendario, si attesta allo 0,8%, confermando quanto già diffuso il 1 settembre.

Rispetto al trimestre precedente, dal lato della domanda si registra una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali sia degli investimenti fissi lordi. Le importazioni aumentano dell'1,5%, mentre le esportazioni salgono dell'1,0%.

La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce nel complesso un contributo positivo di 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil, interamente riconducibile alla dinamica dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, ISP. Positivo anche il contributo della variazione delle scorte, pari a 0,1 punti percentuali, a fronte di un contributo negativo di pari entità della domanda estera netta.

Andamento settoriale e segnali per l'economia italiana

Dal lato dell'offerta, l'andamento congiunturale del valore aggiunto resta differenziato tra i comparti. Agricoltura, silvicoltura e pesca segnano un calo dello 0,1%, mentre l'industria registra una flessione dello 0,6%.

I servizi, invece, crescono dello 0,4% e sostengono il profilo complessivo dell'attività economica. Il quadro conferma quindi una crescita moderata dell'economia italiana nel secondo trimestre, con il supporto della domanda interna e una tenuta dei servizi che compensa la debolezza dei settori produttivi più ciclici.

Nella nostra precedente analisi sui conti pubblici e sui redditi delle famiglie nel secondo trimestre 2026 abbiamo evidenziato il miglioramento dell’indebitamento netto/Pil e l’aumento della pressione fiscale. Allo stesso tempo, i consumi delle famiglie risultavano in crescita ma sostenuti da una minore propensione al risparmio, a fronte di un calo del potere d’acquisto. Il quadro includeva anche segnali contrastanti per le imprese, con investimenti in aumento e una quota di profitto in lieve flessione.

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