UNCTAD inaugura il Forum mondiale sugli investimenti in Qatar mentre si indeboliscono i flussi verso le economie in via di sviluppo

UNCTAD inaugura il Forum mondiale sugli investimenti in Qatar mentre si indeboliscono i flussi verso le economie in via di sviluppo
Si apre il Forum mondiale sugli investimenti

In un contesto caratterizzato da un’allocazione sempre più selettiva dei capitali a livello globale, il Forum mondiale sugli investimenti 2026 si apre a Doha per esaminare come orientare gli investimenti verso le economie e i settori con maggiori esigenze di sviluppo. L’incontro di tre giorni si svolge mentre il valore degli investimenti internazionali cresce nei settori strategici, ma i nuovi progetti e le operazioni transfrontaliere continuano a diminuire in tutto il mondo.

Punti chiave

  • Il Forum mondiale sugli investimenti 2026 di UNCTAD si è aperto a Doha con oltre 5,000 partecipanti, concentrandosi sull’allocazione dei capitali alle economie meno servite in un contesto di incertezza geopolitica ed economica.
  • Secondo UNCTAD, nel primo semestre del 2026 il valore degli investimenti internazionali globali è aumentato, ma i nuovi progetti e gli investimenti transfrontalieri nelle infrastrutture e nei sistemi energetici, sanitari e alimentari dei Paesi in via di sviluppo sono calati di oltre il 25%.
  • Nel 2025 oltre l’80% degli investimenti diretti esteri globali è confluito in appena 20 economie, alimentando i timori per la concentrazione dei flussi di capitali, come evidenziato nel World Investment Report 2026.

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Il forum di Doha si concentra sull’allocazione dei capitali

Come riferito da UNCTAD, citando l’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, il Forum mondiale sugli investimenti 2026 prende il via oggi a Doha e riunisce governi, investitori e leader aziendali per discutere di come i capitali possano sostenere meglio lo sviluppo nelle economie e nei settori meno serviti.

Ospitata dal Qatar, la nona edizione del forum si svolge dal 25 al 27 ottobre, mentre le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica stanno ridisegnando le catene globali del valore. Secondo gli organizzatori, l’evento mira a mettere in contatto i responsabili delle politiche pubbliche con i fornitori di capitali e a contribuire a ricostruire la fiducia negli investimenti nella regione e oltre.

Il forum, che si svolge sul tema “Investire nel futuro”, riunisce oltre 5,000 partecipanti, tra cui capi di governo, ministri, amministratori delegati, investitori, responsabili di fondi sovrani, rappresentanti di organizzazioni internazionali e oltre 200 giornalisti internazionali.

Il divario negli investimenti aumenta la pressione sui mercati in via di sviluppo

L’ultimo Global Investment Trends Monitor di UNCTAD, pubblicato oggi, mostra che il valore degli investimenti internazionali è aumentato nel primo semestre del 2026, sostenuto da importanti operazioni nei settori strategici. Allo stesso tempo, i nuovi progetti di investimento e le operazioni transfrontaliere continuano a diminuire a livello globale, mentre gli investimenti nelle infrastrutture e nei sistemi energetici, sanitari e alimentari dei Paesi in via di sviluppo calano di oltre il 25%.

Anche il World Investment Report 2026 di UNCTAD mostra che nel 2025 oltre l’80% degli investimenti diretti esteri globali è confluito in appena 20 economie, a dimostrazione della persistente concentrazione dei flussi di capitale internazionali. Il forum mira ad affrontare questo squilibrio mentre i governi attribuiscono maggiore priorità ai settori strategici e agli interessi economici nazionali; i rapporti regionali sugli investimenti relativi ai Caraibi, all’Unione economica eurasiatica e al Consiglio di cooperazione del Golfo dovrebbero offrire ulteriori analisi sulle politiche e sui mercati.

Nel nostro precedente articolo sulla resilienza sovrana in un contesto di tassi più elevati abbiamo spiegato come le tensioni geopolitiche prolungate e l’elevata spesa pubblica stiano aumentando i rischi di rifinanziamento, mentre i costi di finanziamento restano alti. Abbiamo inoltre osservato che i mercati emergenti e di frontiera sono particolarmente esposti, perché gli oneri per il servizio del debito pesano maggiormente su basi di entrate più ristrette, mentre gli shock ai prezzi dell’energia e dei generi alimentari aggravano l’inflazione e le pressioni sui conti pubblici.

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