Il Bhutan ha una finestra sempre più ridotta per trasformare il cambiamento demografico in crescita economica
Il Bhutan ha ancora tempo per trarre vantaggio dalla sua giovane forza lavoro, ma questa opportunità si sta riducendo man mano che il Paese si avvicina a un punto di svolta demografico. Si prevede che la popolazione in età lavorativa raggiungerà il picco nel 2031, rendendo ancora più urgente creare posti di lavoro, sviluppare competenze e prepararsi all’invecchiamento della società.
Punti chiave
- Le grandi imprese costituiscono solo lo 0,3 per cento delle aziende bhutanesi, ma danno lavoro al 32 per cento dei lavoratori, segno di un dinamismo imprenditoriale limitato nonostante la rapida creazione di posti di lavoro nelle imprese ad alta produttività.
- Il Bhutan è al primo posto in Asia meridionale per spesa per studente, ma i risultati degli studenti nei test restano deludenti, evidenziando inefficienze tra gli investimenti nell’istruzione e i risultati sul mercato del lavoro.
- Solo il 17 per cento della popolazione in età lavorativa dell’Asia meridionale versa contributi a un sistema pensionistico e appena il 10 per cento degli anziani riceve una prestazione pensionistica, esponendo la regione ai rischi reddituali legati all’invecchiamento.
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La Banca Mondiale delinea un programma per occupazione e competenze
Secondo quanto riportato dalla Banca Mondiale, un nuovo rapporto regionale afferma che dal 2000 la crescente quota di adulti nelle fasce centrali dell’età lavorativa in Asia meridionale ha sostenuto la crescita del PIL e la produttività del lavoro, ma questo vantaggio demografico si sta ora attenuando, poiché la regione invecchia più rapidamente rispetto ad altre economie in via di sviluppo.Per il Bhutan, il rapporto evidenzia una base occupazionale fortemente concentrata. Le grandi imprese rappresentano appena lo 0,3 per cento di tutte le aziende, ma danno lavoro al 32 per cento dei lavoratori: un segnale che il dinamismo imprenditoriale complessivo resta limitato, nonostante le imprese ad alta produttività abbiano creato posti di lavoro più rapidamente che nel 75 per cento delle altre economie emergenti e in via di sviluppo.
Il rapporto mette inoltre in luce carenze nel capitale umano. Il Bhutan registra la spesa per studente più alta dell’Asia meridionale, eppure i risultati degli studenti nei test non superano quelli dei Paesi che spendono molto meno, suggerendo uno scollamento tra gli investimenti e i risultati sul mercato del lavoro.
Xavier Furtado, responsabile della Banca Mondiale per il Bhutan, afferma che la priorità è trasformare gli investimenti nelle persone in competenze richieste dal mercato e in posti di lavoro più numerosi e migliori, soprattutto per i giovani e le donne. Secondo Furtado, le scelte politiche compiute oggi in materia di occupazione, competenze e protezione sociale produttiva determineranno se il cambiamento demografico diventerà un motore di prosperità a lungo termine.
Pressioni sul mercato del lavoro e rischi legati all’invecchiamento
Le donne incontrano alcuni degli ostacoli più evidenti nel mercato del lavoro bhutanese. Una donna su tre tra i 15 e i 24 anni non lavora, non studia e non segue corsi di formazione a causa degli impegni familiari, a conferma del costo economico della scarsa partecipazione femminile alla forza lavoro.In tutta l’Asia meridionale, la sfida più ampia è la persistente carenza di posti di lavoro. Solo il 60 per cento della popolazione in età lavorativa è occupato, mentre l’88 per cento di chi lavora ha un impiego informale, con conseguenti limiti alla sicurezza del reddito e alla crescita della produttività.
Il rapporto afferma che la regione è ancora impreparata ad affrontare l’invecchiamento. Solo il 17 per cento della popolazione in età lavorativa versa contributi a un sistema pensionistico e appena il 10 per cento degli anziani dell’Asia meridionale riceve una prestazione pensionistica: il livello di copertura più basso al mondo.
Per prolungare il dividendo demografico giovanile e costruire quello che definisce un secondo dividendo, il rapporto raccomanda di creare posti di lavoro più produttivi, migliorare l’accesso ai finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese, semplificare la regolamentazione, rafforzare i sistemi sanitari e scolastici e rimuovere gli ostacoli all’occupazione femminile. Chiede inoltre di potenziare i sistemi sanitari, l’assistenza a lungo termine e i sistemi pensionistici, affiancandoli a un aumento del risparmio e degli investimenti per sostenere la produttività con l’invecchiamento della popolazione.
Nel nostro precedente articolo sui cambi di lavoro all’inizio della carriera negli Stati Uniti, abbiamo esaminato ricerche secondo cui cambiare lavoro può favorire notevolmente la crescita salariale e portare a migliori abbinamenti professionali a lungo termine. L’articolo ha evidenziato che evitare di cambiare lavoro nelle prime fasi della carriera può limitare gli aumenti di reddito, nonostante l’opinione comune tenda spesso a giudicare negativamente i frequenti cambi di lavoro.
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