La vigilanza della BCE sostiene la modernizzazione della regolamentazione per tutelare la stabilità bancaria europea

La vigilanza della BCE sostiene la modernizzazione della regolamentazione per tutelare la stabilità bancaria europea
Modernizzare le norme bancarie

Le autorità di vigilanza bancaria europee chiedono una modernizzazione della regolamentazione, mentre le banche adottano nuove tecnologie e modelli di business che possono evolvere più rapidamente delle norme vigenti. L’obiettivo è preservare la stabilità finanziaria, riducendo al contempo i costi di compliance non necessari e mantenendo le banche resilienti in caso di peggioramento delle condizioni.

Punti chiave

  • Il 6 novembre 2026, la membro del Consiglio di vigilanza della BCE Sharon Donnery ha avvertito che norme obsolete farebbero aumentare i costi e indebolirebbero la tutela del sistema bancario.
  • Donnery ha richiamato l’allineamento con i principi preliminari del Financial Stability Board, sostenendo la semplificazione dei processi, l’adozione responsabile delle tecnologie e una vigilanza maggiormente basata sui rischi.
  • Ha sottolineato che i requisiti patrimoniali e di liquidità restano fondamentali, ma ha chiesto un Mercato unico più integrato e condizioni migliori per le attività transfrontaliere, così da rafforzare la resilienza bancaria europea.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Le ragioni della BCE per aggiornare le misure di vigilanza

Secondo la Banca centrale europea, come illustrato in un discorso programmatico dell’organo di vigilanza della BCE, Sharon Donnery, membro del Consiglio di vigilanza, afferma che lasciare invariate le norme e le prassi di vigilanza bancaria per il prossimo decennio farebbe aumentare i costi e indebolirebbe le tutele, mentre il sistema finanziario evolve.

Intervenendo a Francoforte sul Meno il 6 novembre 2026, in occasione dell’IIF European Banking Regulation and Supervision Colloquium, Donnery afferma che alcune misure di tutela esistenti potrebbero restare efficaci, mentre altre potrebbero esporre banche e autorità a rischi che non erano state concepite per affrontare. Sostiene inoltre che banche e autorità di vigilanza continuerebbero a dedicare tempo e denaro a requisiti che hanno perso la loro utilità o ad attività che la tecnologia può svolgere in modo più rapido ed economico.

Donnery collega questo approccio ai principi preliminari pubblicati di recente dal Financial Stability Board, che, a suo avviso, sono in linea con le riforme già portate avanti dalla BCE. Queste riforme comprendono la semplificazione dei processi, l’adozione responsabile di nuove tecnologie e strumenti, una maggiore attenzione ai rischi più rilevanti e il mantenimento della resilienza.

Invita inoltre le parti interessate, tra cui istituzioni finanziarie, ricercatori e organizzazioni della società civile, a contribuire con dati ed esperienze alla consultazione pubblica del FSB sulla modernizzazione.

Obiettivi di stabilità e implicazioni per il settore bancario europeo

Nel discorso, Donnery afferma che garantire la sicurezza del sistema finanziario non significa eliminare i rischi, poiché le banche devono continuare a erogare prestiti, finanziare l’acquisto di abitazioni e sostenere gli investimenti delle imprese affinché l’economia nel suo complesso possa crescere. La sicurezza dipende invece dalla capacità delle banche di gestire i rischi assunti e di disporre delle risorse necessarie per far fronte alle perdite e alle tensioni di finanziamento, continuando al contempo a svolgere le attività essenziali.

In questo quadro, i requisiti patrimoniali e di liquidità restano al centro della vigilanza. Donnery afferma che il capitale aiuta ad assorbire le perdite, tutelare i depositanti e ridurre il rischio che i contribuenti debbano sostenere le banche in dissesto, mentre i requisiti di liquidità contribuiscono a garantire che le banche possano effettuare i pagamenti alla scadenza, anche in periodi di tensione.

Aggiunge che la governance interna e la gestione dei rischi restano elementi fondamentali, e che i consigli di amministrazione e l’alta dirigenza sono responsabili di riconoscere e affrontare i rischi in evoluzione. Anche in questo caso, le banche possono comunque fallire: servono quindi anche meccanismi per gestirne ordinatamente il dissesto, tutelando i depositanti e i servizi essenziali.

Per l’Europa, Donnery afferma che le banche resilienti sono meglio attrezzate per finanziare gli investimenti produttivi nei periodi favorevoli e in quelli difficili, ma sottolinea che la sola finanza non può sostituire le riforme strutturali. L’Europa ha ancora bisogno di un Mercato unico più integrato, di condizioni più favorevoli all’innovazione e all’adozione delle tecnologie e di meno ostacoli all’espansione delle imprese oltre confine.

Nel nostro precedente articolo sull’avvertimento di Mario Draghi riguardo al compromesso tra stabilità e crescita abbiamo spiegato come mantenere i tassi di interesse al di sopra della crescita troppo a lungo possa peggiorare la dinamica del debito e alimentare le pressioni per una «dominanza fiscale». Abbiamo riportato la sua tesi secondo cui le banche centrali dovrebbero dare priorità al controllo dell’inflazione, evitando al contempo di danneggiare inutilmente gli investimenti produttivi, oltre agli appelli a integrare il mercato dell’UE e a sostenere l’innovazione in modo mirato per rafforzare la resilienza.

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