Pavlo Kot

I mercati dell'UE fissano il passaggio al regolamento T+1 per ottobre 2027, mentre l'ESMA finalizza le norme

I mercati dell'UE fissano il passaggio al regolamento T+1 per ottobre 2027, mentre l'ESMA finalizza le norme
L'UE fissa la data del passaggio al T+1

Il mercato europeo dei titoli sta entrando nella fase di attuazione del passaggio al regolamento T+1, con il quadro normativo ora completato in vista della transizione di ottobre 2027. La prossima tappa fondamentale sarà il 7 dicembre 2026, quando le imprese di investimento e i loro clienti dovranno rispettare nuovi requisiti in materia di allocazioni e conferme.

Punti chiave

  • L'Unione europea attuerà il regolamento T+1 l'11 ottobre 2027, richiedendo agli operatori di mercato di completare i preparativi tecnici e avviare test immediati.
  • Dal 7 dicembre 2026, le imprese di investimento dovranno rispettare i requisiti relativi ad allocazioni e conferme, che impongono l'uso di canali di comunicazione standardizzati, elettronici e leggibili automaticamente, salvo temporanee interruzioni tecniche.
  • L'ESMA ha finalizzato gli standard normativi e la roadmap di attuazione, sottolineando una maggiore efficienza e competitività per i mercati dell'UE e l'urgente necessità che il settore sia operativamente pronto per la transizione del 2027.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Calendario di attuazione e misure di conformità

Come riportato dalla European Securities and Markets Authority, l'Unione europea passerà al regolamento T+1 l'11 ottobre 2027 e gli operatori di mercato sono ora tenuti a completare i preparativi tecnici lungo l'intera catena di negoziazione e regolamento. L'ESMA afferma che le imprese dovrebbero valutare il proprio grado di preparazione nei rispettivi ecosistemi più ampi e iniziare i test il prima possibile per favorire una transizione ordinata.

Con la pubblicazione degli standard tecnici di regolamentazione e delle linee guida dell'ESMA sulle procedure standardizzate e sui protocolli di messaggistica, il corpus normativo per il passaggio è ora definito. Dal 7 dicembre 2026, le imprese di investimento e i loro clienti dovranno soddisfare i nuovi requisiti in materia di allocazioni e conferme introdotti nell'ambito dell'RTS modificato sulla disciplina del regolamento.

Le linee guida riviste specificano l'uso obbligatorio di canali di comunicazione elettronici e standardizzati, standard internazionali di messaggistica e metodi di comunicazione leggibili automaticamente. L'ESMA afferma che un'eccezione si applica solo in caso di temporanee interruzioni tecniche.

Efficienza di mercato e preparazione del settore

La presidente dell'ESMA, Verena Ross, afferma che la transizione è tra le più importanti iniziative recenti in materia di struttura dei mercati per il blocco ed è destinata a migliorare l'efficienza e la competitività internazionale dei mercati dell'UE. Sostiene che la roadmap di attuazione sia chiara e che le linee guida normative definitive offrano ora a tutti i partecipanti alla catena di negoziazione e regolamento una base per prepararsi alla scadenza del 2027.

Ross afferma inoltre che il successo del passaggio al T+1 dipende da un'esecuzione congiunta da parte del settore e delle autorità pubbliche. Ciò sposta l'attenzione immediata sulla preparazione operativa delle imprese, compreso l'aggiornamento di sistemi e processi e lo svolgimento di test in linea con le raccomandazioni del Comitato industriale UE per il T+1.

Nel nostro precedente articolo sull'avvertimento di Mario Draghi circa i rischi di una politica monetaria restrittiva, abbiamo spiegato come mantenere i tassi d'interesse al di sopra della crescita possa peggiorare le dinamiche del debito e, in ultima analisi, compromettere gli investimenti necessari per la resilienza a lungo termine. L'articolo sosteneva che le banche centrali dovrebbero dare priorità al controllo dell'inflazione evitando al contempo danni inutili alla crescita, e ha evidenziato il ruolo di una comunicazione politica più chiara e di misure UE più ampie, quali una maggiore integrazione dei mercati e un sostegno mirato agli investimenti, per sostenere produttività e competitività.

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