Cassazione riapre il nodo contributi Inps per i soci di S.r.l. prima della dichiarazione 2026
A ridosso della scadenza della dichiarazione dei redditi 2026, sette sentenze della Corte di Cassazione mettono in discussione il criterio con cui i soci di S.r.l. calcolano la base imponibile previdenziale ai fini INPS. Le decisioni, pubblicate a settembre 2026, escludono di fatto dagli imponibili gli utili non distribuiti, ma non sono ancora state recepite da nuove istruzioni dell'istituto né da un intervento legislativo.
Punti chiave
- Corte di Cassazione pubblica sette sentenze tra il 16 e il 21 settembre che escludono gli utili non distribuiti dall'imponibile previdenziale dei soci di S.r.l.
- L'assenza di una nuova circolare INPS o modifica legislativa lascia incertezza operativa per la compilazione quadro RR della dichiarazione dei redditi 2026, scadenza 2 novembre 2026.
- Le decisioni della Cassazione potrebbero ridurre i versamenti contributivi per i soci di S.r.l., ma manca ancora l'allineamento formale di prassi e normativa.
Sentenze di settembre e scelta dichiarativa
Come riportato da Fisco - Informazione Fiscale, tra il 16 e il 21 settembre la Corte di Cassazione pubblica sette sentenze che ribaltano l'impostazione storica seguita dall'INPS sugli utili delle S.r.l. non distribuiti ai soci. Il tema riguarda la compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi 2026, con scadenza fissata al 2 novembre 2026; per le dichiarazioni già trasmesse resta inoltre possibile inviare una correttiva nei termini entro la stessa data.Secondo l'impostazione richiamata nella circolare di studio, le pronunce escludono dal calcolo della base imponibile previdenziale gli utili che la società non distribuisce. Le sentenze, tuttavia, non sono automaticamente assimilabili a una norma già in vigore e arrivano senza una nuova circolare INPS o una modifica legislativa che aggiorni formalmente le istruzioni operative.
Il contrasto si innesta su tre riferimenti normativi indicati come centrali, l'articolo 29 della legge 160 del 1975, l'articolo 3-bis del decreto legge 384 del 1992 e l'articolo 1 della legge 233 del 1990. Nella lettura attribuita all'INPS dalle circolari 102 del 2003 e 84 del 2021, invece, i soci di S.r.l. sono chiamati a versare contributi anche su utili solo astrattamente spettanti, sia quando non vengono materialmente percepiti sia quando la società non ha optato per il regime di trasparenza.
Impatto operativo per professionisti e imprese
L'assenza di un cambio ufficiale nelle istruzioni dell'INPS lascia professionisti e contribuenti davanti a una scelta operativa immediata nella campagna dichiarativa 2026. La questione interessa in particolare le persone fisiche titolari di quote in S.r.l., categoria per cui la determinazione dell'imponibile contributivo può incidere direttamente sull'ammontare dei versamenti dovuti.Per studi professionali e imprenditori, le sentenze aprono quindi un'area di incertezza applicativa ma anche un possibile alleggerimento contributivo, se l'orientamento della Cassazione trova conferma nei futuri atti amministrativi o normativi. In attesa di un allineamento formale, il confronto tra giurisprudenza e prassi amministrativa resta uno dei passaggi più rilevanti nella gestione del quadro RR di quest'anno.
Nel nostro precedente approfondimento sull’aggiornamento del flusso UNIEMENS/ListaPosPA, abbiamo ricostruito le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026 che, dalle denunce di dicembre 2026, impongono alle amministrazioni pubbliche una maggiore tracciabilità di permessi e congedi. L’articolo evidenziava l’impatto operativo sui sistemi HR e sulle procedure di compliance, con nuove codifiche e regole di compilazione per gestire anche eventuali sostituzioni o annullamenti dei dati trasmessi.
Ultime notizie su Income
- Forex
- Crypto