Italia punta alla conferma del rating S&P, Giorgetti vede stabilità sui mercati
Il governo italiano si presenta ai mercati internazionali con l'obiettivo di consolidare la credibilità della finanza pubblica e di mantenere invariata la valutazione di S&P prevista per novembre. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti indica però nella crisi in Medio Oriente un fattore che rende più difficile ipotizzare un miglioramento del giudizio.
Punti chiave
- Italia si attende la conferma del rating da parte di S&P, con Giorgetti che esclude ipotesi di declassamento nel contesto attuale.
- Giorgetti evidenzia il rafforzamento della percezione di stabilità dell'Italia sui mercati rispetto ad altri governi europei considerati più fragili.
- L'aumento degli acquisti di BTP Valore da parte delle famiglie italiane rafforza la solidità della base di finanziamento domestica e il profilo creditizio.
Attese sul rating e segnali di affidabilità
Come riportato da Teleborsa, intervenendo al festival di Moneta Giorgetti afferma di aspettarsi la conferma del rating dell'Italia da parte di S&P e descrive come non realistica, allo stato attuale, l'ipotesi di un declassamento del Paese. Il ministro sostiene che la linea di rigore sui conti pubblici si traduce in una maggiore considerazione dell'Italia nei contesti internazionali e facilita anche le richieste di flessibilità negoziate con i partner.Giorgetti aggiunge che l'Italia viene oggi percepita nei mercati e negli ambienti finanziari come un Paese stabile, in una fase in cui altri governi europei appaiono più fragili. In questo quadro, richiama anche il peso della stabilità politica interna, indicando la legge elettorale come un elemento pensato per rafforzare la governabilità dopo le prossime elezioni.
Debito domestico e fiducia delle famiglie
Tra i fattori che, secondo il ministro, rafforzano il profilo creditizio dell'Italia c'è anche il collocamento del BTP Valore e la crescita degli acquisti di debito pubblico da parte delle famiglie. Giorgetti definisce questo risultato uno dei successi di cui va più fiero, ricordando che l'obiettivo di riportare il risparmio retail verso i titoli di Stato era stato indicato fin dall'insediamento del governo.Secondo il titolare del MEF, l'aumento della quota di debito detenuta dalle famiglie rappresenta un indicatore osservato anche dalle agenzie di rating, perché segnala fiducia verso lo Stato e maggiore solidità della base di finanziamento domestica. Il ministro sottolinea inoltre che questo rapporto di fiducia richiede tempo per essere costruito e può essere perso rapidamente, perciò considera prioritario preservarlo.
Nella nostra precedente analisi sui titoli di Stato italiani ai massimi storici di detenzione abbiamo evidenziato il rafforzamento della domanda nel luglio 2026, con nuove punte sia per gli investitori esteri sia per il retail domestico. L’articolo metteva inoltre in risalto il parallelo calo del portafoglio della Banca d’Italia e l’aumento dell’esposizione complessiva dei non residenti verso le Amministrazioni pubbliche, segnalando un cambiamento nella composizione dei detentori del debito.
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