L’EBA propone norme più semplici per l’informativa sulla tassonomia per banche e imprese di investimento dell’UE

L’EBA propone norme più semplici per l’informativa sulla tassonomia per banche e imprese di investimento dell’UE
Norme UE sull’informativa più semplici

L’Autorità bancaria europea sta fornendo consulenza alla Commissione europea su modifiche mirate alle norme dell’UE sull’informativa relativa alla tassonomia per banche e imprese di investimento. Le raccomandazioni rientrano in un più ampio sforzo dell’UE per semplificare la regolamentazione e riguardano gli indicatori chiave di prestazione, la rendicontazione di gruppo e le modifiche ai modelli per l’informativa sulla sostenibilità.

Punti chiave

  • L’EBA raccomanda di eliminare il KPI relativo a commissioni e provvigioni e il KPI del portafoglio di negoziazione dalle norme dell’UE sull’informativa relativa alla tassonomia e di semplificare il KPI degli «altri servizi» per le imprese di investimento.
  • L’EBA raccomanda di allineare le disposizioni di grandfathering al regolamento dell’UE sulle obbligazioni verdi e di semplificare l’informativa di gruppo utilizzando i KPI dell’impresa madre, con la possibile inclusione di attività secondarie.
  • Si propongono modifiche mirate ai modelli per gestori patrimoniali ed enti creditizi, al fine di ridurre la complessità, chiarire il Green Asset Ratio e migliorare la fruibilità dei dati sulla sostenibilità nelle banche dell’UE.

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Revisione della Commissione e modifiche normative proposte

Come riferito dall’Autorità bancaria europea, il parere fa seguito a una richiesta della Commissione europea del marzo 2026 di fornire contributi tecnici sugli indicatori chiave di prestazione e su altri aspetti dell’atto delegato relativo all’informativa ai sensi dell’articolo 8 del regolamento sulla tassonomia. La revisione intende sostenere la prossima revisione del quadro normativo da parte della Commissione, oltre agli sforzi più ampi di semplificazione previsti dall’atto delegato Omnibus.

L’EBA concentra le proprie raccomandazioni su cinque aree. Propone di eliminare dagli obblighi di informativa sulla tassonomia il KPI relativo a commissioni e provvigioni e il KPI del portafoglio di negoziazione, di semplificare il KPI relativo agli «altri servizi» utilizzato dalle imprese di investimento e di allineare le disposizioni di grandfathering al regolamento dell’UE sulle obbligazioni verdi per le obbligazioni emesse ai sensi di tale regime.

L’Autorità sconsiglia inoltre di includere nel calcolo dei KPI degli enti finanziari il KPI relativo alle spese operative comunicato dalle imprese non finanziarie. Raccomanda anche di semplificare l’informativa di gruppo utilizzando i KPI dell’impresa madre e, ove pertinente e subordinatamente a condizioni definite, aggiungendo i KPI relativi ad attività secondarie rilevanti senza ulteriori aggregazioni.

Impatto più ampio dell’informativa sul settore finanziario dell’UE

L’EBA afferma che anche il quadro informativo più ampio trarrebbe beneficio da modifiche mirate ai modelli. Queste includono la semplificazione e l’armonizzazione dei modelli relativi alle attività di gestione patrimoniale degli enti creditizi, alle attività dei gestori patrimoniali e alle attività delle imprese di investimento, oltre a chiarimenti sui modelli del Green Asset Ratio utilizzati dagli enti creditizi.

Il parere tiene conto dei riscontri ricevuti nell’ambito di una consultazione pubblica ed è stato elaborato in collaborazione con l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali. Ai sensi del regolamento (UE) n. 1093/2010, su richiesta l’EBA può fornire consulenza tecnica alla Commissione europea su questioni di sua competenza.

Le raccomandazioni rientrano anche nella più ampia iniziativa dell’EBA, «Semplificare per rafforzare: costruire un quadro prudenziale e di vigilanza dell’UE più efficiente». Per il settore bancario dell’UE, le modifiche proposte mirano a ridurre la complessità non necessaria, migliorare la fruibilità dei dati sulla sostenibilità e preservare le informazioni che restano significative per le autorità di vigilanza e gli operatori di mercato.

Nel nostro precedente articolo sull’avvertimento di Mario Draghi in merito alla politica monetaria e ai relativi compromessi, abbiamo illustrato la sua tesi secondo cui mantenere i tassi di interesse al di sopra della crescita troppo a lungo può peggiorare la dinamica del debito e aumentare il rischio di «dominio fiscale», anche se le banche centrali devono continuare a dare priorità al controllo dell’inflazione. L’articolo sottolineava inoltre che una politica eccessivamente restrittiva può danneggiare la produttività facendo aumentare il costo del capitale e metteva in evidenza l’appello di Draghi a misure a livello dell’UE, come una maggiore integrazione dei mercati e una politica industriale mirata, per sostenere gli investimenti e la resilienza nel lungo periodo.

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