Il fondo sovrano norvegese potrebbe ridurre le partecipazioni ai Treasury statunitensi di 75 miliardi di dollari

Il fondo sovrano norvegese potrebbe ridurre le partecipazioni ai Treasury statunitensi di 75 miliardi di dollari
Il fondo norvegese prevede di ridurre l’esposizione alle obbligazioni governative

​Il fondo sovrano norvegese da 2300 miliardi di dollari vuole ridurre la propria esposizione al debito pubblico e orientare una quota maggiore del portafoglio a reddito fisso verso titoli caratterizzati da un rischio più elevato. La revisione proposta avrebbe il maggiore impatto sui Treasury statunitensi, offrendo al contempo al fondo più margine per cercare rendimenti altrove nei mercati del credito.

Punti chiave

  • Il fondo norvegese prevede di ridurre le obbligazioni governative.
  • Le partecipazioni ai Treasury statunitensi potrebbero diminuire di 75 miliardi di dollari.
  • Il fondo detiene oltre 615 miliardi di dollari in strumenti a reddito fisso.
  • La Norvegia cerca rendimenti più ampi dal debito più rischioso.

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Norges Bank Investment Management ha proposto di ridurre dal 70% al 50% l’allocazione alle obbligazioni governative all’interno del portafoglio a reddito fisso, ha riferito Bloomberg. La raccomandazione è stata presentata al Ministero delle Finanze norvegese nell’ambito di una revisione più ampia delle modalità di gestione delle obbligazioni e della liquidità da parte del fondo.

Il fondo cerca fonti di rendimento più ampie

Al 30 giugno, il fondo deteneva oltre 615 miliardi di dollari in attività a reddito fisso, di cui le obbligazioni governative rappresentavano circa il 59,5%. Ridurre la quota al 50% equivarrebbe a circa 58 miliardi di dollari in meno di debito pubblico rispetto alle partecipazioni attuali.

L’impatto geografico sarebbe disomogeneo. Le partecipazioni ai Treasury statunitensi potrebbero diminuire di circa 75 miliardi di dollari secondo la struttura proposta, mentre l’esposizione ai titoli di Stato giapponesi potrebbe aumentare di circa 20 miliardi di dollari. Diminuirebbero anche le partecipazioni ai titoli sovrani dell’area euro.

La proposta non prevede di abbandonare gli asset sicuri: metà del portafoglio obbligazionario resterebbe investita in titoli governativi, mentre aumenterebbe l’esposizione ad altri premi per il rischio nel reddito fisso. Il fondo ritiene che tale livello garantirebbe comunque liquidità sufficiente nei periodi di stress sui mercati.

NBIM ha inoltre raccomandato di modificare il modo in cui viene costruito il benchmark delle obbligazioni governative. Invece di ponderare i Paesi in base al prodotto interno lordo, ha proposto di utilizzare i valori di mercato, tenendo conto della diffusione dell’elevato debito pubblico nelle economie sviluppate.

I mercati obbligazionari subiscono pressioni crescenti

La proposta arriva in un periodo difficile per il debito sovrano. I rendimenti obbligazionari globali sono aumentati bruscamente mentre gli investitori fanno i conti con un’inflazione persistente, un forte ricorso all’indebitamento da parte dei governi e aspettative di una politica monetaria più restrittiva.

Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è salito sopra il 4,75% all’inizio di questa settimana, per la prima volta da gennaio 2025. L’aumento dei prezzi del petrolio ha rafforzato le aspettative che la Federal Reserve possa aver bisogno di tassi più elevati per contenere l’inflazione, mentre le preoccupazioni sull’entità del ricorso all’indebitamento da parte del governo statunitense hanno aumentato la pressione sul debito a più lunga scadenza.

Anche le esigenze di finanziamento di Giappone, Regno Unito e Francia sono elevate, costringendo gli emittenti a competere in modo più aggressivo per il capitale degli investitori.

Un cambiamento significativo per un investitore globale

La proposta è importante perché il fondo norvegese è uno dei maggiori investitori istituzionali al mondo. Modifiche che coinvolgono decine di miliardi di dollari possono alterare la sua esposizione ai singoli mercati sovrani, senza rappresentare necessariamente un giudizio sulla loro affidabilità creditizia.

La struttura prevista manterrebbe una quota consistente di debito pubblico per garantire liquidità, destinando al contempo una parte maggiore del portafoglio a reddito fisso da 615 miliardi di dollari ad altre fonti di rendimento. Per i Treasury statunitensi, la potenziale riduzione di 75 miliardi di dollari rende il ribilanciamento proposto particolarmente rilevante, mentre gli investitori globali rivalutano il debito sovrano in un contesto di rendimenti più elevati e deficit fiscali in espansione.

In precedenza abbiamo evidenziato che i rendimenti delle obbligazioni giapponesi salgono ai massimi da 30 anni con l’aumento delle aspettative sui tassi.

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