Google scivola mentre i rendimenti obbligazionari intensificano la pressione sulle valutazioni
GOOGL è in calo di circa il 2,8% il 9 settembre e viene scambiata nell’area 329–330 $, mentre il movimento odierno appare già meno come una normale presa di profitto e più come un’intensificazione della rivalutazione dei titoli tecnologici sullo sfondo di un capitale costoso. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è salito verso il 4,81%, quello a 2 anni verso il 4,43%, mentre il rendimento a 30 anni rimane sopra il 5,2%.
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Un’ulteriore pressione arriva dal Brent, salito sopra i 100 $, riportando i rischi inflazionistici al centro dell’attenzione in vista del CPI. Per Alphabet, questo è particolarmente delicato, perché il mercato deve scontare contemporaneamente sia l’enorme ciclo di investimenti della società sia un tasso privo di rischio più elevato. Oggi gli investitori stanno inoltre monitorando l’asta dei Treasury a 10 anni e i parametri delle nuove operazioni di riacquisto dei Treasury, poiché qualsiasi ulteriore aumento dei rendimenti potrebbe accrescere la pressione sulle valutazioni in tutto il comparto Big Tech.
L’economia della scalabilità supera la crescita headline
Sul piano fondamentale, Alphabet non offre ancora motivi per rivedere al ribasso lo scenario di lungo periodo. Nel secondo trimestre, i ricavi hanno raggiunto 119,8 miliardi di $, mentre l’EPS diluito si è attestato a 9,11 $, con Google Cloud ancora una volta principale fonte di accelerazione. Tuttavia, il mercato sta dando meno importanza ai tassi di crescita assoluti e si concentra maggiormente sull’economia della scalabilità: sulla rapidità con cui i nuovi data center e la capacità AI inizieranno a generare rendimenti e sulla possibilità che il free cash flow rimanga sotto pressione più a lungo a causa delle spese in conto capitale.
Wolfe Research ha recentemente aumentato la previsione di crescita di Google Cloud all’81% nel 2026 e al 48% nel 2027, aumentando inoltre la stima del CapEx di Alphabet per il 2027 a 300 miliardi di $. TD Cowen, d’altra parte, considera la scalabilità dell’infrastruttura un segnale positivo e ha portato il target a 475 $.
L’aumento dei costi di finanziamento ridefinisce il caso d’investimento
Per questo il rischio principale per il titolo si sta ora spostando dalla domanda al costo di finanziamento di tale domanda. Il mercato obbligazionario è sotto pressione non solo a causa dell’inflazione e del petrolio, ma anche per i volumi record di indebitamento destinati all’infrastruttura AI: le stesse grandi società tecnologiche stanno diventando una componente importante del nuovo ciclo del debito.
Per Google, questo crea un duplice effetto: la società beneficia dell’aumento della domanda di AI, ma allo stesso tempo deve affrontare un costo del capitale più elevato e requisiti più stringenti per il recupero degli investimenti. Se i rendimenti dei Treasury rimarranno intorno al 4,8% o continueranno a salire, gli investitori potrebbero continuare a comprimere i multipli anche se la crescita del Cloud resterà forte.
328–325 $ diventano il prossimo test al ribasso
Sul grafico orario, il quadro tecnico è peggiorato sensibilmente: GOOGL ha infranto al ribasso l’area 334–332 $ e si è mosso verso 329 $, rimanendo al di sotto di tutte le principali medie mobili. Il supporto più vicino si trova ora intorno a 328–325 $; la perdita di questa zona aumenterebbe il rischio di un calo verso 320–318 $.
Per stabilizzarsi, il titolo deve prima recuperare 334–336 $ e poi consolidarsi sopra 340–342 $. Fino ad allora, l’orientamento di breve periodo rimane ribassista: la crescita dell’attività fondamentale resta solida, ma, come affermato nell’articolo Google fatica a recuperare slancio mentre gli investitori rivalutano i rendimenti dell’AI, il mercato obbligazionario sta attualmente imponendo condizioni di valutazione più rigide e impedisce agli acquirenti di riprendere rapidamente il controllo.
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