Intel punta al recupero mentre il rallentamento dell’AI apre un’opportunità inattesa
Il mercato potrebbe aver dato per scontato troppo rapidamente che un rallentamento nella corsa all’AI avrebbe penalizzato tutti i produttori di chip allo stesso modo. Per Intel, le implicazioni potrebbero essere più sfumate.
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Intel era sottoposta a forti pressioni, insieme al resto del settore dei semiconduttori. Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha suggerito che gli investitori stessero adottando strategie simili a quelle degli hedge fund per coprirsi dal rallentamento della spesa per le infrastrutture AI, una proposta sostenuta anche da Altman ed Elon Musk.
Per Intel, però, c’è un altro aspetto. Una minore spesa per l’addestramento dei modelli frontier potrebbe semplicemente confluire nell’inference, ovvero nell’implementazione di modelli pre-addestrati. E questa potrebbe essere una buona notizia per Intel, poiché l’AI in produzione si affida ancora alle CPU per orchestrare e gestire la memoria e il traffico di rete, coordinando al contempo gli agenti AI con gli acceleratori.

98,50 $ diventano il primo livello di recupero
Lo scenario delineato nella precedente analisi si è concretizzato, con le azioni Intel scese verso l’area obiettivo intorno ai 96 $. Nella seduta odierna, 98,50 $ diventano il livello chiave. Un movimento sostenuto al di sopra potrebbe aprire la strada verso la resistenza intermedia intorno ai 101 $.
Se il 16 settembre la Fed fornirà un segnale più favorevole ai mercati e la pressione dei rendimenti dei Treasury si attenuerà, il prossimo obiettivo rialzista potrebbe spostarsi verso i 106,50 $.
Una rottura e un movimento sostenuto al di sotto della SMA a 50 giorni, intorno ai 98 $, invaliderebbero questo scenario di recupero. In tal caso, la struttura tecnica si indebolirebbe nuovamente e aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda.
I trader di breve periodo dovrebbero inoltre tenere conto dell’elevato rischio legato agli eventi. L’apertura di nuove posizioni immediatamente prima della decisione della Fed comporta una probabilità significativamente maggiore di movimenti bruschi in entrambe le direzioni.
L’opportunità legata all’inference ora compete con il rischio Fed
Intel si avvia alle prossime sedute in un contesto misto. Gli appelli a rallentare lo sviluppo dell’AI frontier hanno pesato sul settore dei semiconduttori, ma uno spostamento della spesa dall’addestramento all’inference potrebbe rivelarsi relativamente favorevole per Intel.
Al contempo, le condizioni macroeconomiche restano il principale rischio di breve periodo. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è già sopra il 5% in vista della decisione della Fed, mantenendo sotto pressione le valutazioni del settore tecnologico.
Un recupero sostenuto sopra i 98,50 $ sarebbe il primo segnale che gli acquirenti stanno riprendendo il controllo, ma un movimento rialzista più deciso potrebbe dipendere in ultima analisi dalla capacità della Fed di allentare la pressione sui rendimenti obbligazionari.
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