Google fatica sotto $350: la monetizzazione dei TPU è il prossimo test per la crescita
GOOGL scambia intorno a $340 il 28 settembre e mostra nuovamente segnali di debolezza dopo non essere riuscita a prolungare il recupero oltre $350. Sul grafico a 4 ore è evidente che il momentum che in precedenza aveva spinto il titolo verso $380 è completamente svanito: i recenti rimbalzi hanno incontrato sistematicamente venditori nell’area $350–360, mentre il prezzo è nuovamente sceso al di sotto delle medie mobili di breve e medio periodo.
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La commercializzazione dei TPU apre una nuova opportunità di ricavi
Dal punto di vista fondamentale, per Alphabet sta emergendo un nuovo fattore che il mercato sta iniziando gradualmente a valutare separatamente da Search e Gemini. L’attenzione si sta spostando sempre più verso la commercializzazione esterna dei suoi TPU proprietari e sulla rapidità con cui questa attività potrà diventare una fonte autonoma di ricavi.
Il potenziale è significativo, poiché Google sta di fatto cercando di trasformare uno sviluppo infrastrutturale interno in un’attività separata, capace di competere per una quota dei budget aziendali destinati all’AI. L’altro lato della medaglia è che l’espansione dell’infrastruttura informatica richiede un’ulteriore crescita delle spese in conto capitale; per questo il mercato sta osservando non solo il ritmo di espansione del Cloud, ma anche l’efficienza con cui questi investimenti vengono convertiti in profitti.
Il Cloud resta il principale banco di prova della spesa per l’AI
La verifica principale di questo modello continua ad arrivare da Google Cloud. Nell’ultimo trimestre rendicontato, i ricavi sono aumentati dell’82% a $24,8 miliardi, mentre il portafoglio ordini contrattualizzato si è avvicinato a $514 miliardi. I ricavi consolidati di Alphabet hanno raggiunto $119,8 miliardi, Search è cresciuta del 17% e la pubblicità su YouTube è aumentata del 13%; non emergono quindi ancora segnali che la diffusione della ricerca basata sull’AI stia indebolendo l’economia pubblicitaria di Google.
Al contrario, gli investitori stanno cercando di capire con quale rapidità la società possa monetizzare contemporaneamente Gemini, i servizi di AI per le aziende e i propri acceleratori. La prossima trimestrale sarà un momento importante per rivalutare questo scenario; è probabile che il mercato si concentri in particolare sul Cloud, sulle spese in conto capitale e sui commenti relativi all’ulteriore monetizzazione dell’infrastruttura AI.
La pressione normativa limita il potenziale rialzista
Il principale fattore negativo resta il rischio normativo. I cambiamenti che interessano l’infrastruttura pubblicitaria di Google stanno aumentando l’incertezza sulla redditività futura del business ad-tech e potrebbero indebolire gradualmente i vantaggi del sistema pubblicitario verticalmente integrato della società. Al momento non sembra esserci un impatto immediato sui ricavi, ma ciò introduce uno sconto nella valutazione proprio mentre la spesa legata all’AI continua ad aumentare.
GOOGL continua a muoversi all’interno di un intervallo di consolidamento, con una domanda che sembra emergere intorno al livello di $330 e vendite che aumentano sui rialzi verso $360–380. Nel complesso, come osservato in Google arretra mentre la spesa per l’AI torna sotto i riflettori, lo scenario resta costruttivo, ma una rottura del supporto dovrebbe aprire la strada a un calo moderato verso $300.
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