Il sell-off dei Treasury spinge il rendimento a 10 anni ai massimi da 24 anni
Mercoledì il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è salito ai massimi degli ultimi quasi 24 anni, prolungando il sell-off obbligazionario alimentato dall’inflazione persistente, dall’elevato indebitamento pubblico e dalle aspettative di tassi d’interesse più alti. L’aumento dei prezzi del petrolio e la persistente solidità dell’economia statunitense hanno aggiunto pressione a un mercato già alle prese con esigenze di finanziamento insolitamente elevate.
Punti chiave
- Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha raggiunto il 5,33%.
- Il rendimento a 30 anni è ai massimi dal 2002.
- I mercati ora prezzano un rialzo dei tassi Fed entro la fine dell’anno.
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Il rendimento di riferimento è aumentato fino a quattro punti base, raggiungendo il 5,33% e superando il picco del 2007, mentre anche il rendimento dei Treasury a 30 anni ha raggiunto il livello più alto dal 2002. Bloomberg ha riferito che gli swap indicizzati overnight ora prezzano pienamente un altro rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno.
Petrolio e inflazione ridisegnano le prospettive sui tassi
L’ultimo rialzo prolunga il calo dei titoli di Stato statunitensi in corso da mesi. I prezzi più elevati del petrolio, legati alle interruzioni in Medio Oriente, hanno complicato le prospettive sull’inflazione, riducendo la fiducia che le pressioni sui prezzi possano attenuarsi abbastanza rapidamente da consentire alle banche centrali di ridurre i costi di finanziamento.
Questo cambiamento si è esteso ben oltre i Treasury. Anche i titoli di Stato di altri importanti mercati sono finiti sotto pressione, mentre gli investitori rivalutano per quanto tempo le banche centrali potrebbero dover mantenere una politica restrittiva.
Nel frattempo, l’economia statunitense ha continuato a resistere ai costi di finanziamento più elevati. Questa resilienza offre alla Federal Reserve meno motivi per tagliare i tassi e ha rafforzato le aspettative che un altro rialzo possa arrivare prima della fine dell’anno.
Le esigenze di finanziamento aggiungono un’ulteriore fonte di pressione
La politica monetaria è solo una parte del movimento. Le ingenti necessità di finanziamento federale stanno aumentando la quantità di debito del Tesoro che il mercato deve assorbire, esercitando ulteriore pressione sui rendimenti mentre gli investitori chiedono ritorni più elevati per detenere titoli di Stato a più lunga scadenza.
Gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale aggiungono un’ulteriore fonte di domanda di capitale. Data center, impianti per semiconduttori e infrastrutture energetiche correlate richiedono finanziamenti consistenti, aumentando la concorrenza per i fondi in un momento in cui anche i governi stanno prendendo ampiamente a prestito.
La combinazione di indebitamento pubblico e investimenti privati significa che l’offerta di capitale è diventata più importante per il mercato obbligazionario, insieme all’inflazione e alla politica della Federal Reserve.
I rendimenti più elevati aumentano i costi di finanziamento in tutta l’economia
Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni influenza il costo dei finanziamenti ben oltre il mercato dei titoli di Stato. Quando rimane elevato, il finanziamento diventa più costoso per famiglie e aziende, influenzando mutui, debito societario e valutazioni di azioni e altri asset.
L’ultimo rialzo rafforza inoltre l’allontanamento dai costi di finanziamento insolitamente bassi che hanno seguito la crisi finanziaria globale. Aziende, consumatori e governo federale operano ora in un contesto in cui i finanziamenti a lungo termine sono sostanzialmente più costosi, rendendo il costo del debito un fattore più rilevante nelle decisioni di investimento e di spesa.
In precedenza, avevamo riportato che i mercati obbligazionari globali si preparano a tassi elevati più a lungo mentre i rendimenti aumentano.
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