La svendita globale dei titoli tech si intensifica tra i crescenti timori sul finanziamento dei data center
Le azioni tecnologiche sono crollate giovedì, poiché l’aumento dei costi di finanziamento e i crescenti timori sul debito hanno costretto gli investitori a riconsiderare le valutazioni dell’intero settore dell’intelligenza artificiale. La svendita si è propagata da Wall Street ai mercati asiatici dei semiconduttori, evidenziando il crescente nervosismo riguardo ai finanziamenti necessari per sostenere l’espansione dei data center.
Punti chiave
- Le azioni tecnologiche asiatiche crollano mentre si intensificano i timori sui finanziamenti dell’IA.
- L’aumento dei tassi d’interesse mette in luce i rischi dell’espansione dei data center finanziata con il debito.
- I solidi risultati dei produttori di chip non riescono a evitare una più ampia svendita del settore.
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L’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone è sceso del 3,4%, prolungando la serie negativa a quattro sedute, mentre il Kospi sudcoreano è crollato di oltre l’8% e il Nikkei 225 giapponese ha perso il 5,4%. I future sull’S&P 500 sono arretrati dello 0,4%, mentre gli investitori hanno rivalutato il costo del finanziamento delle infrastrutture per l’IA dopo dati sull’inflazione statunitense più forti del previsto, riferisce Reuters.
I produttori asiatici di chip subiscono il peso maggiore delle vendite
Le società sudcoreane di semiconduttori hanno subito alcune delle perdite più pesanti. Samsung Electronics è scesa del 9,9%, mentre SK Hynix e la giapponese Kioxia Holdings hanno perso entrambe oltre l’11%. SoftBank Group è arretrata di oltre il 9% e Taiwan Semiconductor Manufacturing Company ha ceduto circa il 2%.
Il Kospi si è avvicinato alla fase ribassista dopo essere sceso di circa il 20% dal picco di settembre. La borsa sudcoreana ha temporaneamente sospeso le contrattazioni per 20 minuti mentre le vendite aumentavano, mentre gli investitori esteri hanno ritirato ingenti capitali dalle azioni locali.
Il ribasso ha fatto seguito a un’altra seduta difficile a Wall Street mercoledì. L’S&P 500 ha perso l’1,1%, il Nasdaq Composite è sceso dell’1,9% e i titoli dei semiconduttori hanno esteso il calo alla sesta seduta consecutiva.
L’inflazione statunitense di settembre, superiore alle attese, ha riacceso le aspettative di una politica più restrittiva da parte della Federal Reserve, aumentando la pressione sulle società i cui piani di crescita dipendono fortemente dal ricorso al debito.
Il finanziamento dei data center diventa una preoccupazione centrale
Il ritiro riflette un crescente esame dell’espansione dell’IA finanziata con il debito, più che un chiaro deterioramento della domanda di potenza di calcolo. Gli investitori sono diventati sempre più sensibili al costo del finanziamento di grandi data center, chip avanzati e infrastrutture cloud.
Anche i mercati del credito mostrano segnali di tensione. I costi delle assicurazioni contro il default sono aumentati per Oracle, SoftBank e CoreWeave, mentre le obbligazioni CoreWeave con scadenza nel 2032 sono scese a circa 78 centesimi per dollaro.
Questi sviluppi hanno sollevato interrogativi sulla capacità dei ricavi attesi dall’IA di sostenere gli ingenti investimenti necessari per costruire capacità di calcolo. I solidi risultati operativi hanno offerto una protezione limitata. TSMC ha registrato un aumento del 69% dell’utile netto del terzo trimestre, a un record di 763,1 miliardi di T$, superando le attese nonostante il calo delle sue azioni.
L’aumento dei tassi d’interesse mette alla prova le valutazioni dell’IA
La reazione più ampia del mercato suggerisce che gli investitori stanno distinguendo tra la forte domanda di tecnologia per l’IA e i rischi finanziari legati alla costruzione delle infrastrutture necessarie a sostenerla. Le società con ingenti necessità di finanziamento sono particolarmente vulnerabili quando i tassi d’interesse aumentano, anche se le prospettive sugli utili restano favorevoli.
I titoli di Stato hanno attirato acquisti difensivi mentre le azioni tecnologiche scendevano. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è diminuito di 8,2 punti base, al 5,099%, riflettendo la maggiore domanda di asset più sicuri.
Per i mercati azionari, la questione centrale è se le società dell’IA possano generare rendimenti sufficienti a giustificare le spese in conto capitale e i costi di finanziamento. Finché le condizioni di finanziamento non si stabilizzeranno, anche i solidi risultati dei produttori di chip potrebbero avere difficoltà a invertire la pressione sulle valutazioni del settore tecnologico.
Abbiamo inoltre riferito che i rischi del mercato petrolifero tornano a esercitare pressione mentre le infrastrutture energetiche saudite e russe sono minacciate.
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