Microsoft: nuovi rischi al ribasso mentre aumenta la pressione dell’inflazione USA
Microsoft viene scambiata intorno a 533–534 $ il 15 ottobre, proseguendo la correzione dopo aver raggiunto un massimo locale vicino a 550 $. Sul grafico orario, le azioni MSFT hanno perso quasi il 3% dai recenti picchi, scendendo sotto la media mobile di breve periodo, intorno a 540 $, e avvicinandosi alla media mobile di medio periodo, vicino a 533–534 $.
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Nel frattempo, le medie mobili di lungo periodo restano significativamente più basse, intorno a 525 $ e 510–511 $, quindi il calo attuale non ha ancora compromesso la struttura rialzista instauratasi dall’inizio di ottobre. La pressione principale deriva dal peggioramento del sentiment nel settore tecnologico dopo la pubblicazione, avvenuta ieri, dei dati sull’inflazione statunitense.
Oggi i futures sul Nasdaq 100 sono scesi di circa l’1,2%, mentre quelli sull’S&P 500 hanno perso circa lo 0,3%. La maggiore debolezza dell’indice tecnologico indica che gli investitori stanno principalmente riducendo le posizioni nelle società più sensibili al costo del capitale e alle prospettive di rendimento degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Dati CPI e PPI elevati aumentano la pressione sulle azioni tecnologiche
Il contesto macroeconomico per Microsoft è diventato più difficile dopo la pubblicazione di due report sull’inflazione. Ieri, il CPI di settembre è accelerato dal 3,4% al 3,7% su base annua, superando la previsione del 3,6%, mentre la crescita mensile dei prezzi al consumo ha raggiunto lo 0,6%. Oggi la pressione è aumentata dopo la pubblicazione del PPI: i prezzi alla produzione sono aumentati dell’1,3% su base mensile, contro attese dello 0,5–0,6%, segnando l’incremento più consistente dal marzo 2022.
L’inflazione annua dei prezzi alla produzione ha raggiunto il 6,3%, mentre il PPI core, al netto di alimentari ed energia, è aumentato dello 0,7% su base mensile. Allo stesso tempo, le vendite al dettaglio di settembre sono cresciute dello 0,8%, rispetto a previsioni di circa lo 0,3–0,4%, sebbene una parte significativa dell’aumento sia stata trainata dall’incremento dei prezzi della benzina.
Questa combinazione di domanda dei consumatori resiliente e accelerazione dei prezzi alla produzione aumenta il rischio di un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Fed. Nel frattempo, il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è sceso a circa il 5,09%, ma finora il mercato obbligazionario non ha sostenuto le azioni tecnologiche, poiché gli investitori hanno spostato l’attenzione dalla prospettiva di costi di finanziamento più bassi ai rischi legati a un’inflazione persistentemente elevata e a una crescita più lenta degli utili societari.
Utili solidi e Maia 300 sostengono le prospettive di lungo periodo
Nonostante il contesto esterno sfavorevole, i fondamentali di Microsoft restano solidi. Nell’ultimo report trimestrale sugli utili, la società ha registrato un aumento dei ricavi del 18%, a 90 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione rettificato è cresciuto del 23%, a 4,74 $. Il prossimo report sugli utili è previsto per il 28 ottobre, con previsioni di consenso che indicano ricavi di circa 90,7 miliardi di dollari e un utile per azione intorno a 4,72 $.
Un altro fattore a sostegno della crescita di lungo periodo è l’architettura Maia 300, presentata il 12 ottobre, che potrebbe migliorare l’efficienza dell’elaborazione delle richieste di IA e ridurre gradualmente la dipendenza della società dai fornitori terzi di acceleratori. Tuttavia, dopo la pubblicazione odierna del PPI, gli investitori potrebbero esaminare più attentamente le spese in conto capitale di Microsoft, poiché la combinazione di tassi d’interesse elevati, aumento dei costi energetici dei data center e massicci investimenti infrastrutturali accresce le aspettative sulla redditività futura di Azure e Copilot.
Il supporto a 520 $ potrebbe determinare la prossima direzione
Per ora, l’attrattiva fondamentale di Microsoft resta intatta, ma i rischi di breve periodo sono orientati verso una prosecuzione della correzione, soprattutto se la debolezza odierna degli indici tecnologici dovesse trasformarsi in un sell-off più ampio sulle azioni statunitensi. L’incapacità di consolidarsi stabilmente sopra 532 $, come avevo avvertito in Microsoft testa 555 $ mentre gli investimenti nell’IA alimentano lo slancio rialzista, porterebbe a un calo verso 524–520 $, dove potrebbe emergere interesse all’acquisto, sebbene una rottura al di sotto di quest’ultimo livello potrebbe indebolire la posizione dei rialzisti.
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