Azioni CXMT in calo del 7% nonostante la prevista inversione degli utili

Azioni CXMT in calo del 7% nonostante la prevista inversione degli utili
Il titolo CXMT cala nonostante le solide previsioni sugli utili.

​Le azioni di ChangXin Memory Technologies (CXMT) sono crollate lunedì, mentre un’ondata di vendite sui titoli dei semiconduttori si è estesa da Wall Street ai mercati asiatici. Il calo si è verificato nonostante una previsione secondo cui il principale produttore cinese di chip di memoria dovrebbe tornare in utile nei primi nove mesi del 2026.

Punti chiave

  • Le azioni CXMT calano del 7,33% tra le vendite sui titoli asiatici dei chip.
  • CXMT prevede una forte ripresa degli utili nei nove mesi.
  • I timori sulla spesa per l’AI prevalgono sulla maggiore domanda di DRAM.

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Secondo gli ultimi dati di mercato, le azioni CXMT sono state scambiate a 41,72 yuan alla Borsa di Shanghai, in calo del 7,33%, mentre gli investitori sono rimasti cauti riguardo alla spesa legata all’AI e alle valutazioni dei semiconduttori. Il calo ha seguito una più ampia ondata di vendite sui titoli tecnologici statunitensi, riferisce BeInCrypto.

Le vendite sui chip statunitensi si estendono ai mercati asiatici

Il Nasdaq Composite è sceso di oltre il 2,14% venerdì, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,1%, registrando la settimana peggiore da giugno. Le preoccupazioni per gli investimenti nell’intelligenza artificiale finanziati a debito e la possibilità di aumenti più rapidi dei tassi d’interesse hanno pesato sulle società di semiconduttori. Questi timori si sono estesi alla seduta asiatica di lunedì, mettendo sotto pressione i principali produttori di chip di memoria.

Nel frattempo, l’indice KOSPI sudcoreano è salito dell’1,78%, mentre le azioni di Samsung Electronics e SK Hynix hanno guadagnato rispettivamente lo 0,79% e il 2,69%. Il Nikkei 225 giapponese è sceso di circa lo 0,7%, riflettendo la più ampia debolezza dei titoli tecnologici. Le notizie su un nuovo modello di AI della startup cinese DeepSeek hanno inoltre sollevato dubbi sulla domanda futura di chip di memoria, aumentando l’incertezza degli investitori.

CXMT prevede una forte ripresa degli utili

CXMT prevede un utile netto di almeno 131 miliardi di yuan, pari a circa 19,6 miliardi di dollari, nei primi nove mesi del 2026. Ciò segnerebbe una significativa inversione di tendenza rispetto alla perdita di 5,28 miliardi di yuan registrata nello stesso periodo dell’anno precedente. La società prevede inoltre ricavi compresi tra 265 miliardi e 270 miliardi di yuan, sostenuti dalla maggiore domanda e dai prezzi più elevati dei chip di memoria dinamica ad accesso casuale (DRAM).

Il produttore ha rafforzato la propria posizione nel mercato globale della memoria, poiché gli investimenti nelle infrastrutture AI alimentano la domanda di DRAM. Secondo le stime di Counterpoint Research, nel secondo trimestre CXMT rappresentava il 10% dei ricavi globali derivanti dalle DRAM, oltre il doppio rispetto alla quota dell’anno precedente. Nel frattempo, la quota di SK Hynix è scesa dal 39% al 25%, evidenziando l’evoluzione del panorama competitivo.

I timori sugli investimenti nell’AI prevalgono sugli utili

Le vendite sulle azioni CXMT mostrano come le preoccupazioni più ampie del mercato possano prevalere sui miglioramenti della performance aziendale. Gli investitori si chiedono se gli ingenti investimenti nelle infrastrutture AI possano continuare a sostenere la domanda di semiconduttori, soprattutto mentre i costi di finanziamento e i rischi legati al credito attirano maggiore attenzione. Il miglioramento degli utili non è bastato a proteggere i produttori di memoria dal ritiro generalizzato del settore.

La pressione va oltre le singole società. Il KOSPI sudcoreano ha perso il 14,5% la scorsa settimana a causa delle vendite degli investitori stranieri, anche se i nuovi acquisti di lunedì hanno contribuito a ridurre il calo iniziale. Poiché Samsung Electronics e SK Hynix rappresentano una quota significativa dell’indice, la fiducia degli investitori nella domanda di chip di memoria rimane importante per il più ampio mercato azionario asiatico.

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