Futures USA in calo: tech e tensioni con l’Iran agitano i mercati

Futures USA in calo: tech e tensioni con l’Iran agitano i mercati
I futures sulle azioni USA scendono tra rischi per il tech e il petrolio

​I futures sulle azioni USA sono crollati giovedì, mentre le perdite dei principali titoli tecnologici e le nuove tensioni legate all’Iran hanno innervosito gli investitori prima dell’apertura dei mercati. I futures sul Nasdaq hanno guidato il ribasso, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e il calo dei rendimenti dei Treasury hanno segnalato un più ampio allontanamento dagli asset più rischiosi.

Punti chiave

  • I futures sul Nasdaq-100 perdono l’1,65% prima dell’apertura.
  • Le azioni Tesla e Meta pesano sui titoli tecnologici.
  • Le tensioni con l’Iran spingono il petrolio al rialzo e i rendimenti dei Treasury al ribasso.

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I futures sul Dow Jones Industrial Average sono scesi dello 0,68%, a 52.700, secondo gli ultimi dati di mercato. I futures sull’S&P 500 hanno perso l’1,03%, a 7.720,25, mentre quelli sul Nasdaq-100 sono arretrati dell’1,65%, a 29.513. Secondo CNBC, le vendite hanno riflesso la crescente pressione sui titoli tecnologici e le rinnovate preoccupazioni geopolitiche per possibili attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

I titoli tecnologici guidano i ribassi nel pre-market

Le azioni Tesla sono scese di oltre il 3% nelle contrattazioni pre-market, nonostante il produttore di veicoli elettrici abbia comunicato risultati del terzo trimestre superiori alle stime degli analisti. Meta Platforms ha perso circa l’1% anche dopo aver registrato ricavi superiori alle attese, segno che gli investitori restano cauti sulle valutazioni e sulle spese future.

La debolezza è seguita a una seduta positiva mercoledì, durante la quale l’S&P 500 ha esteso a tre giorni la serie di rialzi. I trader di JPMorgan hanno individuato nuove preoccupazioni sui finanziamenti all’intelligenza artificiale e una scarsa convinzione dopo il recente recupero del settore tecnologico. Le vendite dei titoli tecnologici a maggiore capitalizzazione hanno esercitato un’ulteriore pressione sui futures del Nasdaq.

Le tensioni con l’Iran spingono il petrolio al rialzo e i rendimenti obbligazionari al ribasso

I mercati energetici hanno accentuato la pressione dopo le notizie secondo cui Stati Uniti e Israele starebbero valutando nuovi attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di novembre. I piani non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione definitiva del presidente, ma i timori di interruzioni delle forniture nella regione hanno spinto il greggio Brent in rialzo del 2,7%, a 111,77 $ al barile. Il West Texas Intermediate è salito del 2%, a 99,25 $.

Gli investitori si sono contemporaneamente orientati verso i titoli di Stato statunitensi, facendo scendere i rendimenti. Il rendimento di riferimento dei Treasury decennali è calato di 7 punti base, al 5,045%, mentre quello dei titoli biennali è sceso di 6 punti base, al 4,761%. Le mosse divergenti riflettono il timore che l’instabilità geopolitica possa minare la fiducia nell’economia, mentre l’aumento dei prezzi dell’energia complica le aspettative sull’inflazione.

I mercati globali arretrano in attesa dei dati economici

Le vendite si sono estese oltre Wall Street. Lo Stoxx 600 europeo è sceso di circa l’1,9%, mentre il CAC 40 francese ha perso l’1,34%. In Asia, il Kospi sudcoreano è sceso di oltre il 3,14%, il Nikkei 225 giapponese ha ceduto il 2,2% e l’Hang Seng di Hong Kong ha perso oltre il 3%.

Gli investitori attendono inoltre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e i risultati di Procter & Gamble, Lockheed Martin, Valero Energy e Honeywell. Questi dati potrebbero fornire nuovi indicazioni sulla domanda delle imprese, sui consumi e sulle condizioni del mercato del lavoro.

La debolezza simultanea dei titoli tecnologici e dei mercati azionari globali rende i mercati particolarmente sensibili ai prossimi dati economici e agli sviluppi geopolitici. Ulteriori variazioni dei prezzi dell’energia, dei rendimenti dei Treasury e delle aspettative sugli utili societari potrebbero determinare se il calo pre-market si trasformerà in vendite persistenti.

In precedenza abbiamo segnalato che l’oro scende sotto i 4,100 $ mentre gli investitori rivedono le aspettative sui tassi d’interesse statunitensi.

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