Fed e trimestrali Big Tech: Wall Street si prepara a una settimana volatile
Wall Street si avvia verso una delle settimane più intense di ottobre. Una serie di eventi importanti potrebbe modificare rapidamente il sentiment degli investitori e determinare la direzione dei principali indici statunitensi.
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La settimana di Borsa dal 26 al 30 ottobre riunisce una decisione della Federal Reserve e i risultati di alcune delle maggiori aziende tecnologiche. Come osserva FXEmpire, gli investitori valuteranno non solo i risultati societari, ma anche le prospettive della politica monetaria statunitense. La scorsa settimana, il Nasdaq Composite ha perso lo 0,71% e l'S&P 500 lo 0,47%, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,41%.
La decisione della Fed del 28 ottobre sarà il momento clou della settimana. Al momento, i mercati assegnano una probabilità di circa l'88% al mantenimento dei tassi invariati, mentre la possibilità di un rialzo a dicembre è vicina all'80%.
Per questo la conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh sarà particolarmente importante. Gli investitori ascolteranno con attenzione ogni cambiamento di tono sull'inflazione e gli indizi sulla possibile evoluzione dei tassi.
Alphabet, Microsoft e Amazon alla prova degli investimenti nell'IA
Nel frattempo, la stagione delle trimestrali entra in una delle sue fasi più importanti. Secondo il calendario di Morningstar, Alphabet e Microsoft pubblicheranno i risultati dopo la chiusura dei mercati il 28 ottobre, seguite da Amazon il 29 ottobre.
La domanda centrale è se le Big Tech riusciranno a giustificare gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale e nell'espansione dei data center.
Gli investimenti complessivi dei principali provider cloud potrebbero raggiungere gli 800 miliardi di dollari nel 2026. Tuttavia, dopo la reazione negativa degli investitori ai risultati di Meta e Lam Research, sono emersi dubbi sulla capacità di tali investimenti di generare rendimenti soddisfacenti.
Battere le stime sugli utili potrebbe non bastare più. Se i vertici aziendali non riusciranno a sostenere le aspettative di redditività futura delle società attive nell'IA, anche risultati superiori alle attese potrebbero non tradursi in rialzi.
PIL USA e inflazione PCE aumentano l'incertezza sui mercati
I dati macroeconomici aggiungeranno un ulteriore fattore di rischio. Secondo il calendario del Bureau of Economic Analysis, la stima preliminare del PIL statunitense del terzo trimestre è attesa il 29 ottobre, insieme ai dati di settembre su redditi e spese personali, compresa l'inflazione PCE core, uno dei principali indicatori delle pressioni sui prezzi sottostanti monitorati dalla Fed.
Un dato sull'inflazione elevato potrebbe rafforzare le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi e mettere nuovamente sotto pressione i titoli growth.
Dati economici deboli porrebbero un problema diverso. Un rallentamento dell'attività potrebbe sollevare dubbi sulla tenuta degli utili aziendali.
Poiché entrambi gli scenari comportano potenziali rischi al ribasso per le azioni, gli indici USA restano esposti a brusche oscillazioni in entrambe le direzioni.
Aumentano i rischi di vendite sulla notizia in una settimana decisiva per Wall Street
Come osservato nelle recenti prospettive sul mercato statunitense, circa un terzo delle società dell'S&P 500 è atteso alla pubblicazione dei risultati questa settimana, mentre la recente svendita dei titoli tecnologici ha già sollevato dubbi sulla tenuta del rally dell'IA.
Gli utili e la politica della Fed non sono gli unici fattori in gioco. Gli investitori seguono anche i rischi geopolitici e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti del 3 novembre.
In questo contesto, l'elevata volatilità e le reazioni di vendita sulla notizia restano un rischio concreto. Anche risultati solidi di Alphabet, Microsoft e Amazon potrebbero innescare prese di profitto, soprattutto se la Fed dovesse adottare toni più aggressivi del previsto dai mercati.
La settimana in arrivo potrebbe quindi rappresentare una prova importante per la resilienza delle azioni statunitensi: forti movimenti post-trimestrali dei maggiori titoli tecnologici potrebbero estendersi al mercato più ampio.
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