I futures sul Nasdaq-100 crollano: i timori sulla spesa per l’IA colpiscono i titoli tecnologici

I futures sul Nasdaq-100 crollano: i timori sulla spesa per l’IA colpiscono i titoli tecnologici
I futures sul Nasdaq crollano mentre scendono le azioni Amazon e Intel

​I futures sul Nasdaq-100 sono scesi bruscamente venerdì, dopo che i risultati deludenti di Amazon e Intel hanno innescato una nuova ondata di vendite sui titoli tecnologici. I ribassi hanno intensificato i timori sulla spesa per l’intelligenza artificiale e sulla redditività aziendale, in vista dell’ultima seduta di ottobre.

Punti chiave

  • I futures sul Nasdaq sono scesi del 2,62% tra le perdite del settore tecnologico.
  • Amazon ha perso il 7%, mentre Intel è crollata del 26%.
  • I timori sulla spesa per l’IA alimentano le vendite nel settore tecnologico.

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I futures di dicembre sul Nasdaq-100 sono scesi del 2,62%, a 28.788,25, secondo gli ultimi dati di mercato. Le perdite delle principali società tecnologiche sono arrivate dopo risultati trimestrali deludenti e previsioni aziendali più deboli, riferisce CNBC. I futures sull’S&P 500 sono scesi dell’1,13%, a 7.666,50, mentre quelli sul Dow Jones hanno guadagnato lo 0,03%, a 52.529, evidenziando la divergenza tra i titoli tecnologici e il mercato più ampio.

I risultati di Amazon e Intel innescano nuove vendite

Le azioni Amazon sono scese di quasi il 7% nelle contrattazioni pre-market, dopo che la società non ha raggiunto le aspettative di Wall Street su utili e ricavi del terzo trimestre. Il rivenditore e fornitore di servizi di cloud computing ha inoltre registrato un free cash flow negativo di 42,4 miliardi di dollari, confermando al contempo la previsione di spesa in conto capitale per il 2026, pari a 220 miliardi di dollari. La combinazione di questi fattori ha sollevato interrogativi sulla rapidità con cui gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale si tradurranno in risultati finanziari più solidi.

Intel ha subito un calo ancora più marcato: le azioni sono crollate di quasi il 25% dopo che il produttore di chip ha pubblicato previsioni deludenti per il trimestre in corso. La società ha citato il rallentamento della domanda di personal computer, mentre i ricavi della divisione client computing e IA fisica sono scesi del 5% su base annua, a 8,1 miliardi di dollari. Anche le azioni Sandisk hanno perso oltre l’8%, nonostante risultati trimestrali superiori alle attese e l’annuncio di un frazionamento azionario forward con rapporto di otto a uno.

I timori sulla spesa per l’IA si estendono ai titoli tecnologici

Gli ultimi ribassi fanno seguito alle vendite di giovedì, quando le azioni Alphabet hanno perso il 12% dopo risultati del terzo trimestre deludenti e un free cash flow negativo di 9,07 miliardi di dollari. La debolezza della società madre di Google ha contribuito a far scendere il Nasdaq Composite dell’1,4%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,3%. Gli investitori sono sempre più cauti riguardo all’entità degli investimenti nelle infrastrutture per l’IA, soprattutto perché le aziende devono dimostrare che queste costose iniziative possano generare rendimenti sostenibili.

I timori si sono estesi anche ai fornitori di infrastrutture cloud fortemente indebitati. Le azioni CoreWeave hanno perso circa il 30% a ottobre, mentre i rendimenti obbligazionari aumentavano, e Nebius si avvia a chiudere il mese con un calo del 27%. La debolezza ha colpito anche i fondi specializzati nel settore tecnologico: il Roundhill Memory ETF ha perso il 14% e l’iShares A.I. Innovation and Tech Active ETF è sceso del 10% nel corso del mese.

Le perdite di ottobre evidenziano la crescente divergenza del mercato

I titoli tecnologici si avvicinano alla fine di ottobre sotto una pressione costante, con il Nasdaq Composite diretto verso un calo mensile di circa il 2,5%. Al contrario, l’S&P 500 è sulla buona strada per guadagnare lo 0,9%, mentre il Dow Jones punta a un rialzo del 2,8%. Questa divergenza suggerisce che gli investitori stanno diventando più selettivi sulle valutazioni dei titoli tecnologici e sempre più preoccupati per i rendimenti finanziari dell’espansione dell’IA.

La pressione di vendita ha raggiunto anche i mercati asiatici. Venerdì il Nikkei 225 giapponese ha chiuso in calo del 2,3%, il Kospi sudcoreano ha perso il 2,8% e il CSI 300 cinese è sceso dell’1,39%. Con i futures sul Nasdaq-100 in calo e le azioni Intel in caduta, l’attenzione si sposta sulla possibilità che i prossimi risultati aziendali possano ristabilire la fiducia nella redditività delle società tecnologiche e giustificare ulteriori investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

In precedenza, abbiamo riferito che l’oro è sceso sotto i 4,000 dollari mentre inflazione e perdite azionarie scuotono gli investitori.

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