I mercati asiatici diversificano oltre i semiconduttori mentre i titoli dell’IA perdono slancio
Il sell-off legato all’IA in Asia spinge gli investitori a guardare oltre i semiconduttori, mentre diventa sempre più difficile ignorare il rischio di concentrazione. India, Cina e i settori difensivi iniziano ad attirare capitali, mentre i gestori ampliano la propria esposizione.
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I titoli dei semiconduttori pagano il prezzo più alto del sell-off asiatico legato all’IA
Secondo Bloomberg, la brusca correzione dei titoli legati all’IA ha spinto i fondi globali a ripensare la composizione dei portafogli asiatici. Tra i più colpiti figurano i produttori di semiconduttori, tra cui Samsung Electronics, SK Hynix e TSMC, che in precedenza avevano beneficiato della rapida espansione degli investimenti nelle infrastrutture per l’IA.
Le pressioni sul settore si sono intensificate dopo che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno sollevato dubbi sul futuro quadro normativo per l’industria dell’IA. Il 6 novembre, il Kospi sudcoreano è sceso di circa il 6%, mentre l’indice tecnologico di Hong Kong ha perso l’1,8%.
Il sell-off ha messo in luce i rischi di un’eccessiva concentrazione di capitali in un ristretto gruppo di società tecnologiche. I gestori stanno ora rivalutando quali segmenti di mercato offrano un equilibrio più interessante tra valutazioni e potenziale di crescita.
La Cina recupera slancio in Borsa, l’India attira 1,9 miliardi di dollari
Cina e India sono emerse come due delle principali beneficiarie del cambiamento di sentiment. Nell’ultima settimana, un indice delle società cinesi quotate a Hong Kong è salito del 5,2%, registrando la migliore performance da marzo 2025. Il Nifty 50 indiano ha guadagnato l’8,6%, segnando il rialzo settimanale più forte dal 2021.
Anche i capitali esteri hanno iniziato a tornare sulle azioni indiane. Secondo Bloomberg, gli investitori stranieri hanno investito circa 1,9 miliardi di dollari in azioni indiane nella settimana terminata il 4 novembre.
Il calo dei prezzi del petrolio ha fornito un ulteriore sostegno all’India, in un contesto di attese per un possibile allentamento del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Per uno dei maggiori importatori di petrolio al mondo, il greggio meno caro potrebbe ridurre i costi energetici e contribuire ad alleviare le pressioni inflazionistiche.
Sanità, banche e beni di consumo tornano sotto i riflettori
La rotazione sta ridefinendo anche le preferenze settoriali. Aberdeen Investments ha segnalato India e Vietnam per la resilienza della domanda interna, mentre Lotus Asset Management sta aumentando la propria esposizione ai titoli di Hong Kong.
Allianz Global Investors sta valutando opportunità nei settori sanitario e dei beni di consumo. In Corea del Sud, gli investitori si stanno orientando anche verso i produttori di cosmetici e alimentari, mentre un possibile allentamento della politica commerciale statunitense potrebbe sostenere case automobilistiche come Toyota e Hyundai.
L’ipotesi di una rotazione più ampia stava già guadagnando terreno prima dell’ultimo sell-off. Traders Union aveva già riferito che Uday Kotak, fondatore di Kotak Mahindra Bank, si aspettava un ritorno dei capitali esteri in India in caso di correzione dei titoli dell’IA dalle valutazioni elevate.
I primi segnali di questa riallocazione sono ora visibili. I gestori, tuttavia, non stanno abbandonando del tutto la tecnologia. La svolta riguarda piuttosto la riduzione del rischio di concentrazione e la ricerca di nuove fonti di rendimento al di fuori del settore dei semiconduttori.
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