Paul Tudor Jones prevede un 2027 difficile per il mercato azionario
Il miliardario e fondatore di Tudor Investment Paul Tudor Jones ritiene che il 2027 potrebbe essere uno degli anni più difficili degli ultimi decenni per il mercato azionario statunitense. Individua la principale minaccia nel forte aumento dell’offerta di azioni, mentre le principali aziende tecnologiche si preparano a quotarsi in Borsa.
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"Il 2027 sarà davvero, davvero difficile per il mercato azionario. Probabilmente abbiamo il quadro dei flussi più negativo per il mercato azionario statunitense dai tempi, diciamo, del 2002", ha dichiarato Jones in un’intervista a CNBC.
Secondo Jones, i buyback azionari, le fusioni e le acquisizioni societarie hanno sostenuto il mercato negli ultimi quattro anni. Queste attività hanno ridotto il numero di azioni disponibili per la negoziazione e contribuito a spingere i prezzi dei titoli al rialzo.
Tuttavia, la situazione sta cambiando. Dopo la recente IPO di SpaceX, gli sviluppatori di intelligenza artificiale OpenAI e Anthropic si preparano a quotarsi in Borsa. Inoltre, le società tecnologiche quotate potrebbero emettere più azioni per finanziare l’espansione delle infrastrutture per l’AI. Ciò aumenterebbe l’offerta di titoli e potrebbe mettere sotto pressione il mercato.
La bolla delle dot-com si ripeterà?
Il mercato azionario statunitense è al quarto anno consecutivo di rialzi, trainato in gran parte dall’entusiasmo degli investitori per l’intelligenza artificiale. In questo periodo, l’S&P 500 è più che raddoppiato. Tuttavia, gli investitori sono sempre più preoccupati per l’inflazione, l’aumento dei rendimenti obbligazionari e la possibilità di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve statunitense.
A maggio, Paul Tudor Jones aveva dichiarato di aver aumentato gli investimenti in azioni legate allo sviluppo dell’AI. Allo stesso tempo, aveva paragonato l’attuale contesto di mercato al 1999, quando i titoli tecnologici correvano in vista dello scoppio della bolla delle dot-com nel 2000.
L’investitore ha avvertito che il mercato azionario potrebbe subire un calo significativo una volta terminato l’attuale boom tecnologico. Tuttavia, Jones non ha precisato quando potrebbe verificarsi una simile correzione né quanto potrebbe essere grave.
I titoli AI mostrano già segnali di debolezza
I primi segnali di difficoltà nel settore dell’intelligenza artificiale sono già visibili. Ad esempio, l’8 ottobre le azioni Nvidia sono scese di quasi il 3%, bruciando circa 170 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato della società. Le azioni Broadcom sono calate di oltre il 4%, Oracle del 5,5%, mentre CoreWeave e Nebius hanno perso ciascuna circa il 7%. Le vendite sono seguite alle notizie secondo cui il run rate annualizzato dei ricavi di OpenAI si attestava intorno ai 50 miliardi di dollari, al di sotto delle cifre riportate in precedenza.
Un’altra ondata di vendite ha colpito il mercato il 13 ottobre, quando le azioni dei produttori di chip sudcoreani Samsung Electronics e SK Hynix sono crollate rispettivamente del 7,4% e del 10%. SoftBank, in Giappone, ha perso l’8,5%, mentre anche titoli statunitensi come Nvidia, AMD e Broadcom sono finiti sotto pressione. Gli investitori temono la crescente concorrenza dei produttori cinesi di chip, valutazioni gonfiate delle società tecnologiche e la possibilità che gli enormi investimenti nell’AI richiedano più tempo del previsto per generare ritorni.
A titolo di promemoria, Paul Tudor Jones sostiene Bitcoin come copertura contro l’inflazione.
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