BCE, tassi fermi nonostante l'inflazione e le turbolenze sui bond francesi
Giovedì la Banca centrale europea dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse, mentre l'aumento dei costi energetici e le turbolenze sul mercato obbligazionario francese complicano le prospettive di politica monetaria. Con l'inflazione vicina al 4%, i responsabili della politica monetaria devono bilanciare le pressioni sui prezzi con il rallentamento della crescita nell'Eurozona.
Punti chiave
- La BCE dovrebbe mantenere i tassi al 2,5%.
- L'inflazione energetica si avvicina al 4%.
- Le turbolenze sui bond francesi complicano la politica della BCE.
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La BCE dovrebbe mantenere il tasso sui depositi al 2,5%, con quasi tutti gli economisti intervistati che prevedono un'invarianza. Bloomberg ha riferito che gli analisti prevedono un ultimo rialzo dei tassi a dicembre, quando le nuove previsioni economiche offriranno un quadro più chiaro dell'inflazione fino al 2028.
I prezzi dell'energia complicano le prospettive dell'inflazione
L'inflazione nell'Eurozona si avvicina al 4%, quasi il doppio dell'obiettivo del 2% della BCE, mentre il conflitto che coinvolge l'Iran continua a perturbare le forniture di petrolio e gas. Tuttavia, le pressioni sui prezzi restano concentrate sull'energia, consentendo ai responsabili della politica monetaria di valutare se i maggiori costi si stiano propagando a salari, servizi e altri prezzi al consumo prima di impegnarsi in un nuovo rialzo. La presidente della BCE Christine Lagarde e gli altri membri del Consiglio direttivo hanno privilegiato interventi graduali, soprattutto perché il costo più elevato dei finanziamenti comincia a frenare l'attività economica.
Una pausa a ottobre seguita da un rialzo a dicembre manterrebbe il recente ritmo trimestrale di restrizione monetaria senza esercitare ulteriori pressioni immediate su imprese e famiglie. Venerdì la BCE riceverà inoltre importanti dati economici, tra cui quelli sulla crescita dell'Eurozona nel terzo trimestre e i dati sull'inflazione di ottobre delle sue quattro maggiori economie. Questi dati potrebbero aiutare a stabilire se l'inflazione stia diventando più persistente o se l'indebolimento della domanda limiterà ulteriori aumenti dei prezzi.
Le turbolenze sul mercato obbligazionario francese alimentano i timori per la stabilità finanziaria
La Francia è diventata una delle principali fonti di incertezza per i mercati finanziari europei: il disavanzo di bilancio, le divisioni politiche e le tensioni sociali minano la fiducia degli investitori. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni ha recentemente raggiunto il livello più alto degli ultimi 15 anni, mentre i segnali di pressioni che si estendono al debito italiano hanno alimentato i timori di una più ampia instabilità finanziaria. L'aumento dei costi di finanziamento sovrano potrebbe indebolire ulteriormente gli investimenti e la crescita nell'Eurozona, pur contribuendo a frenare l'inflazione.
La BCE dispone di strumenti per affrontare condizioni di mercato disordinate, tra cui lo Strumento di protezione del meccanismo di trasmissione introdotto nel 2022. Tuttavia, queste misure non sono concepite per proteggere i governi dalle conseguenze di disavanzi eccessivi e i responsabili della politica monetaria hanno mostrato scarsa propensione a intervenire. Un'altra possibilità è sospendere la graduale riduzione delle consistenze obbligazionarie della banca centrale, ma al momento non vi sono segnali di un sostegno sufficiente a una simile decisione.
Gli investitori attendono Lagarde e la decisione di politica monetaria di dicembre
Gli investitori esamineranno le dichiarazioni di Lagarde per capire se la volatilità dei titoli di Stato francesi possa influire sulla disponibilità della BCE a procedere con un nuovo rialzo dei tassi. Anche l'incertezza sul suo futuro ha attirato l'attenzione, dopo che ha ammesso di aver valutato un'uscita anticipata prima della scadenza del mandato, il prossimo ottobre.
La riunione di dicembre si profila come una prova cruciale per la direzione della politica monetaria della BCE. Un altro rialzo potrebbe rafforzare la risposta all'inflazione, ma aumenterebbe anche i costi di finanziamento per governi, imprese e famiglie, in una fase di rallentamento della crescita economica e persistente vulnerabilità dei mercati finanziari.
In precedenza abbiamo segnalato che Warsh mantiene sul tavolo il rialzo dei tassi a dicembre.
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