La Fed mantiene i tassi, Warsh lascia aperta la porta a un rialzo a dicembre

La Fed mantiene i tassi, Warsh lascia aperta la porta a un rialzo a dicembre
La Fed mantiene i tassi, Warsh segnala nuovi rialzi

​La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d’interesse mercoledì, ma il presidente Kevin Warsh ha indicato che ulteriori rialzi restano probabili, mentre l’inflazione continua a superare l’obiettivo della banca centrale. La sua valutazione di un’economia statunitense resiliente ha rafforzato le aspettative di un altro rialzo dei tassi a dicembre, pur senza impegnarsi su un percorso preciso per la politica monetaria.

Punti chiave

  • La Fed mantiene i tassi al 3,75%-4%.
  • Warsh segnala altri rialzi, senza indicarne i tempi.
  • I mercati si aspettano rialzi a dicembre e marzo.

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Il Federal Open Market Committee ha votato 10-2 per mantenere il tasso di riferimento al 3,75%-4%, con due responsabili politici favorevoli a un rialzo. Gli investitori hanno interpretato le dichiarazioni di Warsh come un sostegno a un ulteriore inasprimento monetario, anche se alcuni trader si aspettavano un segnale più deciso, riferisce Bloomberg.

La forte crescita economica lascia margine d’azione alla Fed

Kevin Warsh ha sottolineato la solidità dell’economia statunitense durante la conferenza stampa successiva alla riunione. La crescita del prodotto interno lordo nel primo semestre è stata rivista al rialzo al 2,4%, mentre l’espansione del terzo trimestre si attestava sopra il 3%.

Gli investimenti delle imprese hanno registrato incrementi a doppia cifra e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione restano vicine ai minimi storici. Queste condizioni indicano che l’economia può sopportare costi di finanziamento più elevati, mentre la Fed si concentra sul riportare l’inflazione al suo obiettivo del 2%.

A settembre, la banca centrale ha alzato i tassi per la prima volta in tre anni. Warsh ha citato quella decisione unanime come prova della disponibilità della Fed a reagire alle persistenti pressioni sui prezzi.

La governatrice della Fed Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack hanno espresso dissenso mercoledì, preferendo un rialzo immediato. Altri responsabili politici preoccupati per l’inflazione hanno sostenuto il mantenimento dei tassi invariati.

Resta sotto i riflettori un rialzo dei tassi a dicembre

Warsh non ha fornito indicazioni esplicite sui tempi delle future mosse, sottolineando l’importanza dei dati economici in arrivo. I nuovi dati su inflazione e crescita previsti per giovedì potrebbero contribuire a delineare le prospettive prima della riunione di dicembre.

Diversi economisti prevedono altri due rialzi dei tassi, potenzialmente a dicembre e a marzo 2027. Tali mosse annullerebbero in gran parte i tagli introdotti a fine 2025 per sostenere un mercato del lavoro in indebolimento.

Warsh ha inoltre riconosciuto che le condizioni finanziarie si sono inasprite da settembre, ma ha evitato di definirle restrittive. Ha suggerito che una maggiore produttività, anche grazie ai progressi tecnologici, potrebbe sostenere la crescita economica senza necessariamente alimentare ulteriore inflazione.

I rendimenti dei Treasury scendono mentre gli investitori valutano le prospettive sui tassi

I mercati finanziari hanno reagito con cautela alla decisione e alle dichiarazioni di Warsh. Il rendimento dei Treasury statunitensi a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, è sceso di quattro punti base al 4,7%. I rendimenti a più lungo termine sono invece aumentati leggermente.

Il calo dei rendimenti a breve termine suggerisce che alcuni investitori abbiano giudicato le dichiarazioni di Warsh meno aggressive del previsto. Ciononostante, i mercati dei futures continuavano a scontare rialzi dei tassi a dicembre e a marzo.

La distinzione è importante per le imprese e le famiglie alle prese con costi di finanziamento più elevati. Ulteriori rialzi dei tassi potrebbero rendere più costosi i mutui, i prestiti alle imprese e altri finanziamenti, anche con una crescita economica relativamente robusta.

La Fed deve ora affrontare una scelta difficile: se l’inflazione richieda un ulteriore freno o se il rialzo di settembre e le condizioni creditizie più rigide saranno sufficienti. Con l’inflazione sopra l’obiettivo e l’occupazione che tiene, gli investitori si aspettano che la banca centrale resti concentrata sulla stabilità dei prezzi, lasciando però che siano i dati economici a determinare i tempi della prossima mossa.

In precedenza, abbiamo riferito che Goldman Sachs prevede un altro rialzo della Fed, che potrebbe favorire le azioni.

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