La banca centrale australiana alza i tassi, ma lascia incerta la prossima mossa

La banca centrale australiana alza i tassi, ma lascia incerta la prossima mossa
L’Australia alza i tassi, Bullock invita alla cautela

​La banca centrale australiana ha alzato martedì i tassi d’interesse al livello più alto degli ultimi 18 anni, mentre l’inflazione persistente continuava a gravare su famiglie e imprese. La mossa ha prolungato la decisa stretta monetaria in Australia, ma la governatrice Michele Bullock ha segnalato un approccio prudente in merito a ulteriori rialzi.

Punti chiave

  • L’Australia ha portato il cash rate al 4,85%, il livello più alto dal 2008.
  • L’inflazione ha raggiunto il 4,3%, rinviando il rientro al livello obiettivo.
  • La governatrice Michele Bullock ha segnalato una pausa prima di ulteriori rialzi.

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La Reserve Bank of Australia (RBA) ha aumentato il tasso di riferimento, il cash rate, di 25 punti base, portandolo al 4,85%, il livello più alto dal novembre 2008. La decisione, riportata da CNBC, era ampiamente attesa e rappresenta il quinto rialzo di quest’anno: sei membri del consiglio hanno votato a favore e tre per mantenere i tassi invariati.

L’inflazione resta al di sopra dell’obiettivo della banca centrale

Il tasso d’inflazione annuo australiano è salito al 4,3% a settembre, dal 4% di agosto, raggiungendo il livello più alto da marzo. L’aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime, in parte legato alla guerra che coinvolge l’Iran, ha alimentato ulteriormente le pressioni sui prezzi interni.

La RBA prevede ora che l’inflazione resti elevata per gran parte del 2027 e rientri nell’intervallo obiettivo del 2%-3% solo verso la fine dell’anno. Le ultime stime indicano che riportare l’inflazione sotto controllo richiederà più tempo del previsto.

Anche gli investimenti nell’intelligenza artificiale contribuiscono all’aumento dei prezzi dei beni tecnologici. Nel frattempo, la debole crescita della produttività ha limitato la capacità dell’economia di espandersi senza generare ulteriore inflazione.

La crescita economica sta già rallentando. Il prodotto interno lordo australiano è cresciuto del 2,1% su base annua nel trimestre di giugno, rispetto al 2,5% del trimestre di marzo.

Michele Bullock segnala un approccio attendista

Pur avendo nuovamente alzato i tassi, Bullock ha indicato che la RBA non si è impegnata a proseguire la stretta monetaria. Durante una conferenza stampa a Sydney, ha sottolineato che gli effetti dei recenti rialzi non si sono ancora pienamente trasmessi a famiglie e imprese.

La banca centrale ha inoltre eliminato dalla propria dichiarazione di politica monetaria la formulazione che esprimeva esplicitamente la disponibilità ad aumentare ulteriormente i tassi. Bullock ha ribadito che un altro rialzo resta possibile, ma ha sottolineato che i responsabili della politica monetaria intendono mantenere un margine di flessibilità.

I mercati finanziari hanno interpretato le sue dichiarazioni come un segnale di maggiore moderazione. Il dollaro australiano si è indebolito, mentre i trader hanno ridimensionato le aspettative di un altro rialzo dei tassi il prossimo anno.

Il voto diviso del consiglio ha inoltre evidenziato la crescente preoccupazione per le conseguenze economiche del mantenimento di costi di finanziamento elevati.

I costi di finanziamento più elevati mettono alla prova l’economia

La RBA deve trovare un difficile equilibrio tra il contenimento dell’inflazione e il rischio di un rallentamento economico più marcato. Le rate più elevate dei mutui stanno limitando i consumi delle famiglie, mentre il mercato immobiliare australiano mostra segnali di crescente debolezza.

A ottobre i prezzi delle abitazioni nelle principali città sono scesi dell’1,4%, alimentando le preoccupazioni per gli effetti di una politica monetaria restrittiva.

Per chi ha un prestito, un cash rate del 4,85% significa che le difficoltà finanziarie potrebbero protrarsi fino al 2027. Un eventuale nuovo rialzo della RBA dipenderà soprattutto dall’inflazione, dalle condizioni occupazionali e dalla rapidità con cui gli aumenti precedenti rallenteranno la domanda dei consumatori.

Abbiamo anche riferito che l’Australia inasprirà le regole per gli exchange di criptovalute a partire dal 2027.

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