La RBA mantiene i tassi al 4,35% mentre i rischi inflazionistici mantengono restrittiva la politica monetaria
La banca centrale australiana ha mantenuto martedì il tasso d’interesse di riferimento al 4,35%, facendo una pausa per la seconda riunione consecutiva dopo tre aumenti dei tassi all’inizio di quest’anno. La decisione riflette il difficile equilibrio tra l’inflazione persistente e i segnali secondo cui i costi di finanziamento più elevati stanno iniziando a frenare l’occupazione, il mercato immobiliare e l’attività economica in generale.
Punti chiave
- La RBA ha mantenuto invariato il cash rate al 4,35%.
- L’inflazione potrebbe raggiungere il 2,5% solo all’inizio del 2028.
- I prezzi delle abitazioni a Sydney sono diminuiti del 5,3% dal picco.
- Il dollaro australiano ha perso lo 0,2% dopo la decisione.
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Il consiglio della Reserve Bank of Australia, presieduto dalla governatrice Michele Bullock, ha votato all’unanimità per lasciare invariato il cash rate, secondo Bloomberg. La pausa era ampiamente attesa, sebbene i responsabili della politica monetaria abbiano lasciato aperta la possibilità di un ulteriore aumento qualora le pressioni inflazionistiche si intensificassero.
L’inflazione mantiene la RBA in allerta
L’inflazione resta la sfida principale. La RBA ha faticato a riportare l’inflazione in modo sostenibile al punto medio dell’intervallo obiettivo compreso tra il 2% e il 3%, e le sue ultime proiezioni indicano che sia l’inflazione complessiva sia quella di fondo potrebbero non raggiungere il 2,5% prima dell’inizio del 2028.
I recenti dati interni si sono tuttavia mossi in una direzione più favorevole. La disoccupazione è rimasta intorno al 4,4%, le assunzioni hanno tenuto e l’inflazione è risultata leggermente più contenuta del previsto. Allo stesso tempo, la spesa delle famiglie è rimasta relativamente resiliente nonostante la debole fiducia dei consumatori.
Il mercato immobiliare offre un segnale più chiaro dell’effetto restrittivo della politica monetaria. I prezzi delle abitazioni a Sydney sono diminuiti del 5,3% dal picco, sebbene il valore mediano degli immobili resti intorno a 1,24 milioni di dollari australiani. I costi di finanziamento più elevati e le modifiche che interessano gli investitori immobiliari stanno aumentando la pressione sul settore.
Il dollaro australiano ha perso lo 0,2% dopo la decisione. Anche i rendimenti dei titoli di Stato a tre anni sono diminuiti, poiché gli investitori hanno ridotto le aspettative di un altro aumento dei tassi quest’anno.
Lo shock energetico complica le prospettive
Il compito della RBA è diventato più difficile a causa degli elevati prezzi globali dell’energia legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran e dell’incertezza riguardo allo Stretto di Hormuz. Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio potrebbe mantenere elevati i costi del carburante e dei trasporti, rallentando i progressi sul fronte dell’inflazione.
Questo rischio si presenta mentre la politica monetaria è già restrittiva. La RBA ha aumentato i tassi nelle prime tre riunioni del 2026, incluso un incremento di 25 punti base al 4,35% a maggio, quando l’aumento dei costi energetici ha intensificato la pressione inflazionistica.
Le principali banche australiane ritengono in generale che il ciclo di rialzi sia terminato, ma la banca centrale ha mantenuto aperta la possibilità di ulteriori aumenti. Anche la debole crescita della produttività rappresenta un vincolo, limitando la capacità dell’economia di espandersi senza generare ulteriori pressioni sui prezzi.
I mercati si preparano a un periodo più lungo di politica restrittiva
La decisione suggerisce che i mutuatari australiani potrebbero dover affrontare tassi d’interesse elevati più a lungo, anche se si evitasse un altro rialzo. Con l’inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo e la disoccupazione intorno al 4,4%, la RBA ha margini limitati per allentare rapidamente la politica monetaria.
Per i mercati, la questione principale è se l’indebolimento del mercato immobiliare e delle condizioni occupazionali riuscirà a raffreddare la domanda prima che l’energia costosa si trasferisca sui prezzi interni. Una nuova accelerazione dell’inflazione potrebbe riaccendere le aspettative di un altro aumento dei tassi, sostenendo i rendimenti obbligazionari e il dollaro australiano, mentre aumenterebbe la pressione sulle azioni sensibili ai tassi e sul settore immobiliare.
In precedenza, avevamo riferito che la Bank of England mantiene i tassi invariati in un contesto di mercati energetici volatili.
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