Il WTI si mantiene sopra gli 85 $ mentre i rischi in Medio Oriente sostengono i prezzi del petrolio
Al momento della stesura, il WTI viene scambiato intorno agli 85 $ al barile, prolungando il recupero dopo il rialzo del 2,5% registrato nella sessione precedente, quando il contratto di settembre ha chiuso vicino agli 84,50 $. Il principale fattore di sostegno resta il Medio Oriente, dove l'accordo temporaneo tra Stati Uniti e Iran è scaduto senza un'intesa politica duratura, i colloqui per ripristinare la normalità dei trasporti marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz si sono arenati e le notizie di nuovi attacchi alle navi hanno intensificato i timori per l'offerta.
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Un ulteriore rischio deriva dall'aumento dell'attività degli Houthi nell'area del Mar Rosso e dello Stretto di Bab el-Mandeb. In questo contesto, il mercato sta nuovamente scontando un premio per il rischio geopolitico più elevato, sebbene il WTI rimanga ben al di sotto dei massimi di luglio.
Le prospettive dell'IEA evidenziano una domanda più debole e un'offerta più limitata
Le prospettive a medio termine restano contrastanti. Nel rapporto di agosto, l'IEA ha rivisto significativamente al ribasso le previsioni sulla domanda globale e ora prevede che nel 2026 la domanda diminuirà di circa 1,6 milioni di barili al giorno, citando i prezzi elevati dei carburanti, la debole attività economica e le persistenti interruzioni logistiche.
Allo stesso tempo, le scorte globali osservate sono diminuite di 69 milioni di barili a luglio e ora si trovano a circa 410 milioni di barili al di sotto dei livelli registrati all'inizio del conflitto in Medio Oriente. L'IEA stima il deficit del mercato globale a circa 1,8 milioni di barili al giorno nel terzo trimestre, lasciando il mercato stretto tra una domanda finale debole e una disponibilità fisica limitata. Questa combinazione aiuta a spiegare perché il WTI non abbia reagito ai rischi geopolitici in modo così aggressivo come avrebbe potuto in presenza di condizioni della domanda più solide.
I rischi legati a Hormuz mantengono inclinato al rialzo il bias di breve termine
Nel breve termine, i rischi per il WTI restano orientati al rialzo finché persistono le interruzioni nell'area di Hormuz e rimane elevata l'incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran. Una rottura sostenuta sopra gli 85–86 $ potrebbe aprire la strada verso l'area degli 88–90 $, soprattutto se i nuovi dati API ed EIA mostrassero un calo delle scorte dopo il precedente forte aumento.
Tuttavia, il potenziale rialzista dettato dai fondamentali resta limitato dalle previsioni di una domanda più debole e dall'elevata offerta statunitense. In assenza di una nuova escalation, l'area degli 82–83 $ resta una probabile zona di rinnovato interesse all'acquisto, mentre un movimento sostenuto sopra i 90 $ richiederebbe non solo un premio geopolitico, ma anche prove più chiare di un'effettiva carenza nel mercato fisico del greggio.
Nonostante la rottura della resistenza intorno agli 85 $ al barile, un movimento rialzista sostenuto, come avevo avvertito nell'articolo Il WTI sale mentre i rischi legati a Hormuz compensano l'aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti, appare ancora improbabile.
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