Il gas naturale si avvicina a 3,00 $ mentre un equilibrio più ristretto sostiene la ripresa
Il gas naturale viene scambiato intorno a 2,95-2,97 $/MMBtu il 1° settembre, avvicinandosi nuovamente al livello psicologico di 3,00 $ dopo una serie di minimi crescenti. Un fattore positivo è che il mercato sta mantenendo gran parte dei recenti guadagni nonostante una produzione persistentemente elevata.
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Ciò suggerisce che l'offerta non riesce ancora a tenere pienamente il passo con la forte domanda per la generazione elettrica e l'LNG, mentre la resistenza intorno a 2,98-3,00 $ rimane cruciale. Finché quest'area non verrà superata, l'attuale ripresa non può ancora essere considerata un trend rialzista pienamente consolidato.
Il surplus di scorte continua a ridursi
L'ultimo rapporto sulle scorte sostiene questa tesi. Un'iniezione di appena 15 Bcf è risultata ben al di sotto della norma stagionale, mentre il surplus rispetto alla media quinquennale ha continuato a ridursi. Ciò che conta non è tanto il livello assoluto delle scorte, quanto la velocità con cui l'eccesso precedente sta scomparendo.
Se i prossimi rapporti confermeranno che le iniezioni rimangono deboli nonostante l'elevata produzione, il mercato potrebbe iniziare a ricalibrare più rapidamente l'equilibrio in vista dell'autunno e dell'inizio della stagione di riscaldamento.
La domanda di esportazione assorbe una quota maggiore dell'offerta
Un altro fattore rilevante è ora l'utilizzo per le esportazioni. Il gas destinato agli impianti LNG rimane su livelli elevati e qualsiasi aumento della domanda esterna sta iniziando ad avere un impatto più rapido sull'equilibrio del mercato interno statunitense. In questo contesto, una produzione record non appare più come un argomento inequivocabilmente ribassista: il mercato valuta sempre più non il livello della produzione in sé, ma il divario tra la crescita della produzione e quella della domanda per le esportazioni e la generazione elettrica.
Finché questo divario rimarrà contenuto, per i venditori potrebbe essere difficile spingere NATGAS nuovamente verso i minimi di agosto.
Il rischio legato a Hormuz aumenta la volatilità vicino alla resistenza
Il Medio Oriente sta aumentando la volatilità, ma per ora non è il principale motore dei prezzi. Un'escalation intorno a Hormuz accresce il rischio di interruzioni nei flussi globali di LNG e potrebbe potenzialmente rafforzare la domanda di forniture statunitensi, ma il mercato attende conferme attraverso effettivi cambiamenti nei flussi, non soltanto attraverso i titoli dei giornali.
Pertanto, la struttura di breve termine rimane tecnica: una rottura al rialzo sopra 3,00 $ aumenterebbe le probabilità di un movimento verso 3,05-3,10 $, mentre un ritorno sotto 2,92-2,90 $, come osservato nell'articolo Il gas naturale rimane sotto pressione nonostante i nuovi rischi legati a Hormuz, indebolirebbe lo slancio e riaprirebbe la strada verso 2,86-2,85 $.
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