Il petrolio scende mentre il forte taglio saudita dei prezzi compensa il rischio yemenita

Il petrolio scende mentre il forte taglio saudita dei prezzi compensa il rischio yemenita
Il petrolio scende dopo il taglio dei prezzi sauditi

​Lunedì i prezzi del petrolio sono scesi dopo che l’Arabia Saudita ha ridotto drasticamente il prezzo di novembre del suo greggio di punta per i clienti asiatici, aumentando la pressione esercitata dalla ripresa dell’offerta regionale. I combattimenti in Yemen e le notizie contrastanti su un importante oleodotto saudita hanno mantenuto volatile il mercato, ma nessuno dei due fattori è bastato a invertire il calo.

Punti chiave

  • I future su Brent e WTI sono in calo.
  • L’Arabia Saudita ha tagliato drasticamente i prezzi dell’Arab Light.
  • I combattimenti in Yemen mantengono elevati i rischi di interruzione dell’offerta.

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I future sul greggio Brent cedevano lo 0,32% a 101,92 $ al barile, mentre i future sul WTI perdevano l’1,53%, scendendo a 89,72 $, secondo gli ultimi dati di mercato. Il Brent era arrivato a perdere l’1,6% mentre i trader valutavano i prezzi sauditi, i rilasci straordinari dalle riserve e la sicurezza delle rotte di esportazione regionali, ha riferito Bloomberg.

L’Arabia Saudita riduce drasticamente i prezzi per l’Asia

Saudi Aramco ha ridotto il prezzo di novembre dell’Arab Light per gli acquirenti asiatici a 5 $ al barile sotto il benchmark regionale, rispetto allo sconto di 2 $ applicato a ottobre. La variazione è stata molto più aggressiva di quanto avessero previsto raffinatori e trader interpellati da Bloomberg.

La decisione arriva mentre i produttori del Golfo Persico competono per conquistare clienti, in concomitanza con la ripresa delle spedizioni di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. All’inizio del conflitto, la riduzione del traffico nella via d’acqua aveva spinto i prezzi sauditi nella direzione opposta: l’Arab Light aveva raggiunto un premio record di 19,50 $ al barile per i clienti asiatici.

Anche le riserve straordinarie stanno aggiungendo ulteriori barili all’offerta. Il Gruppo dei Sette e i suoi partner hanno annunciato la scorsa settimana un nuovo rilascio di scorte nel tentativo di allentare la pressione sui mercati energetici, mentre i principali produttori dell’OPEC+ hanno concordato nel fine settimana di lasciare invariati gli obiettivi di produzione di novembre.

Lo Yemen riporta sotto i riflettori le rotte di esportazione saudite

Il calo del greggio avviene nonostante il rinnovarsi delle preoccupazioni per la sicurezza dell’Arabia Saudita. Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha avviato una campagna contro gli Houthi sostenuta dall’Arabia Saudita, le cui recenti conquiste territoriali hanno aumentato la pressione sulla costa occidentale e sulla rotta marittima di Bab el-Mandeb. L’ultima escalation segue attacchi alle infrastrutture energetiche saudite e incidenti marittimi nelle principali vie d’acqua regionali. 

L’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita è diventato un’ulteriore fonte di incertezza dopo una notizia secondo cui un attacco nel fine settimana ne avrebbe interrotto le operazioni. In seguito, persone a conoscenza della situazione hanno riferito che il petrolio continuava a transitare normalmente nel sistema.

L’oleodotto trasporta il greggio verso il Mar Rosso e offre all’Arabia Saudita un’alternativa alle spedizioni attraverso Hormuz, rendendone la disponibilità particolarmente importante finché le condizioni di sicurezza restano instabili.

La ripresa dell’offerta compete con il rischio di interruzioni

Il petrolio si trova stretto tra due forze contrapposte. La ripresa dei flussi di greggio, i rilasci straordinari dalle riserve e gli sconti più consistenti dell’Arabia Saudita stanno aumentando l’offerta sul mercato, mentre i combattimenti intorno allo Yemen e le continue minacce alle infrastrutture regionali lasciano esposte a interruzioni le principali rotte di esportazione.

Il risultato è un mercato in cui l’offerta fisica è migliorata senza eliminare il rischio geopolitico che la circonda. Una grave interruzione delle infrastrutture di esportazione saudite o delle spedizioni regionali potrebbe cambiare rapidamente questo equilibrio, mentre la prosecuzione della ripresa dei flussi manterrebbe i prezzi sotto pressione.

In precedenza abbiamo evidenziato che Saudi Aramco stima i tempi necessari per ricostituire le scorte globali di petrolio.

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