Il gas naturale scende sotto i 3 $: la sorpresa sulle scorte EIA accentua la pressione ribassista

Il gas naturale scende sotto i 3 $: la sorpresa sulle scorte EIA accentua la pressione ribassista
Il gas naturale subisce una pressione ribassista più intensa

​Il gas naturale perde circa il 2,4% il 30 ottobre, scambiando intorno a 2,96 $/MMBtu e proseguendo la discesa dopo la rottura di ieri del supporto a 3,04–3,05 $. Sul grafico a 4 ore, i prezzi sono scesi sotto la soglia psicologica dei 3,00 $ per la prima volta nelle ultime settimane, confermando la prosecuzione della tendenza ribassista dai massimi di ottobre, intorno a 3,55–3,60 $.

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Scorte in aumento e previsioni più miti indeboliscono le prospettive della domanda

Il principale catalizzatore dell'attuale calo è stata la combinazione tra un aumento delle scorte di gas naturale negli Stati Uniti superiore alle attese, la ripresa della produzione e le revisioni delle previsioni meteorologiche, che indicano temperature più elevate all'inizio di novembre. Di conseguenza, il mercato ha iniziato a ridimensionare le aspettative di un rapido passaggio a un deficit stagionale, nonostante i persistenti rischi di interruzioni delle forniture internazionali di GNL.

I dati dell'EIA evidenziano persistenti squilibri regionali nelle scorte

Il rapporto settimanale dell'EIA pubblicato il 29 ottobre è risultato nettamente più ribassista delle attese preliminari. Nella settimana conclusasi il 23 ottobre, le scorte di gas naturale degli Stati Uniti sono aumentate di 80 Bcf, contro una previsione di consenso di circa 70–75 Bcf e un incremento di 77 Bcf nella settimana precedente. Il gas operativo totale stoccato nei depositi sotterranei ha raggiunto 3,724 Tcf: 147 Bcf, pari al 3,8%, in meno rispetto allo scorso anno, ma 38 Bcf, ovvero l'1%, in più rispetto alla media quinquennale.

È significativo che l'iniezione settimanale abbia superato la media stagionale corrispondente, pari a circa 77 Bcf, per la prima volta dall'inizio di agosto. Si è così interrotta una lunga serie di incrementi relativamente contenuti delle scorte, che in precedenza aveva consentito al mercato di prevedere una graduale riduzione dell'eccedenza. L'aumento delle scorte nella regione centro-meridionale è stato particolarmente significativo, con un'iniezione settimanale di 43 Bcf, di cui 23 Bcf nei depositi di sale.

Tuttavia, le scorte regionali restano inferiori del 2,3% alla media quinquennale, mentre il deficit nei depositi di sale è pari a circa l'11,6%. Il rapporto ha quindi indebolito lo scenario rialzista a livello nazionale, confermando al contempo il permanere di alcuni squilibri regionali, che potrebbero tornare rilevanti con l'arrivo di un freddo persistente.

I rischi al ribasso persistono nonostante le tensioni in Medio Oriente

Nonostante le tensioni in Medio Oriente, le prospettive a breve termine del NATGAS sono peggiorate significativamente: dopo la rottura di 3,00 $, il supporto a 2,90–2,85 $ potrebbe diventare il prossimo obiettivo dei ribassisti. Un ritorno sopra 3,05 $ consentirebbe ai rialzisti di puntare a 3,15–3,20 $, ma non si possono escludere nuove vendite sui rimbalzi, come avevo avvertito nell'articolo Il gas naturale rischia una nuova rottura al ribasso mentre il supporto a 3,04 $ è sotto pressione.

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