L’oro supera quota 3,9K $ con il ritorno degli acquisti sui ribassi dopo il crollo di ottobre
L’oro è salito lunedì, mentre gli investitori sono tornati sul metallo prezioso dopo il più forte calo mensile in quasi due decenni. Il recupero ha offerto un po’ di sollievo dopo la brusca ondata di vendite di venerdì, ma le persistenti pressioni dei mercati azionari e dei fondi hanno lasciato incerte le prospettive.
Punti chiave
- L’oro spot sale dello 0,56% dopo le forti perdite.
- I futures sull’oro guadagnano lo 0,19% lunedì.
- Gli acquisti sui ribassi sostengono un recupero fragile.
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L’oro spot è salito dello 0,56% a 3.897,48 $, mentre i futures sull’oro con scadenza a dicembre 2026 hanno guadagnato lo 0,19% a 3.906,35 $. Bloomberg ha riferito che gli acquisti sui ribassi e il calo dei prezzi del petrolio hanno sostenuto il metallo prezioso, mentre si attenuavano le aspettative di ulteriori attacchi statunitensi contro l’Iran, riducendo i timori di una nuova impennata dell’inflazione alimentata dai costi energetici.
L’oro recupera terreno con il ritorno degli acquirenti dopo le forti perdite
Il rialzo di lunedì è seguito al crollo del 3,7% di venerdì, che ha portato l’oro al livello più basso da un anno e ha segnato il peggior ottobre dal 2008. Durante le contrattazioni asiatiche, l’oro ha guadagnato brevemente fino all’1,1%, segnalando che alcuni investitori hanno considerato il recente calo un’opportunità per ricostituire le proprie posizioni.
Il recupero è coinciso con le notizie secondo cui il presidente Donald Trump voleva concedere più tempo ai negoziati con l’Iran prima di decidere se riprendere gli attacchi militari dopo le elezioni di metà mandato statunitensi del 3 novembre. Il calo dei prezzi dell’energia ha attenuato i timori immediati sull’inflazione, riducendo potenzialmente la pressione sulle banche centrali affinché mantengano politiche monetarie restrittive.
Tuttavia, l’incertezza in Medio Oriente continua a influenzare significativamente il mercato dell’oro. L’Iran ha minacciato ritorsioni più ampie in caso di ripresa degli attacchi israelo-statunitensi, mentre i governi del Golfo hanno avvertito che un nuovo scontro potrebbe causare ingenti danni economici. Un’escalation potrebbe rilanciare la domanda di oro come bene difensivo, anche se l’aumento delle aspettative d’inflazione e dei tassi d’interesse potrebbe limitarne i guadagni.
Le vendite nel settore tecnologico e le posizioni degli ETF restano un motivo di preoccupazione
La recente debolezza dell’oro è stata determinata anche da pressioni sui mercati finanziari non legate al suo tradizionale ruolo di bene rifugio. Il forte calo dei titoli tecnologici, in particolare delle società legate all’intelligenza artificiale, ha spinto alcuni investitori a vendere metalli preziosi per compensare le perdite e reperire liquidità.
Nella sessione asiatica di lunedì la pressione delle vendite si è attenuata, con la stabilizzazione dei mercati azionari regionali e il recupero dei futures sulle azioni statunitensi. Gli ETF garantiti dall’oro restano tuttavia esposti al rischio, dopo che gli investitori hanno aggiunto quasi 150 tonnellate metriche alle loro posizioni da metà luglio. Gran parte di questi acquisti è ora in perdita dopo la discesa dell’oro sotto i 4,000 $.
Gli analisti di Global X ETFs intravedono un potenziale sostegno da parte degli investitori di lungo periodo e delle banche centrali, interessati a prezzi d’ingresso più bassi. Saxo Bank ha avvertito che le vendite tecniche restano un rischio dopo la chiusura di venerdì sotto quota 3,886 $, mentre un recupero duraturo sopra i 4,000 $ potrebbe contribuire a ristabilire la fiducia.
L’oro affronta una prova decisiva per la fiducia degli investitori
Il rimbalzo non ha ancora compensato i danni del calo di ottobre. Sebbene lunedì sia l’oro spot sia i futures con scadenza a dicembre abbiano registrato guadagni, i prezzi restano sotto la soglia dei 4,000 $, che gli investitori monitorano per individuare segnali di un recupero più duraturo.
La prossima direzione dipenderà in parte dal rallentamento delle liquidazioni degli ETF e dalla stabilizzazione dei mercati azionari globali. Anche gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbero influenzare le aspettative d’inflazione e la domanda di investimenti difensivi. Senza un miglioramento di queste condizioni, i soli acquisti sui ribassi potrebbero non bastare a sostenere il recupero.
In precedenza, abbiamo riferito che le banche centrali africane aumentano le riserve auree mentre accelera il passaggio dal dollaro statunitense.
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