Il sell-off di Big Tech spinge gli investitori a tornare ai Treasury USA

Il sell-off di Big Tech spinge gli investitori a tornare ai Treasury USA
La debolezza di Big Tech spinge gli investitori verso i beni rifugio

​Gli investitori statunitensi stanno riducendo l’esposizione ai titoli growth e tornando ai titoli di Stato. Alla base di questa svolta non c’è solo il sell-off tecnologico: i mercati si chiedono sempre più quanto sarebbe resiliente l’economia statunitense senza i massicci investimenti nell’intelligenza artificiale.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

I rendimenti dei Treasury scendono mentre gli investitori cercano beni rifugio

Secondo il Financial Times, gli investitori stanno aumentando l’esposizione ai Treasury USA e riducendo le posizioni negli asset più rischiosi. Il rendimento reale dei Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) decennali è sceso a circa il 2,58% nell’ultima settimana, toccando il livello più basso dall’inizio di settembre. Sono scesi anche i rendimenti dei Treasury quinquennali e trentennali.

Gli acquisti di obbligazioni sono coincisi con una nuova ondata di pressioni sui titoli tecnologici. Il Nasdaq 100 ha perso il 2% nell’ultima settimana di ottobre. Gli investitori preferiscono sempre più i rendimenti più prevedibili delle obbligazioni alle azioni costose, le cui valutazioni dipendono in larga misura dalla prosecuzione del boom dell’IA.

I risultati di Big Tech alimentano i dubbi sui rendimenti degli investimenti nell’IA

L’ultima tornata di risultati societari ha accentuato i timori sui rendimenti generati dagli investimenti nell’IA. I risultati di Alphabet, Amazon e Intel hanno deluso il mercato, mentre l’aumento delle spese in conto capitale delle maggiori aziende tecnologiche ha spinto gli investitori a esaminare più attentamente i flussi di cassa.

La reazione a Intel è stata particolarmente violenta. Le azioni Intel sono crollate del 29% dopo la pubblicazione dei risultati, registrando il peggior calo giornaliero dal 1974. L’entità del sell-off ha evidenziato quanto rapidamente gli investitori puniscano le aziende quando le previsioni o le aspettative di crescita futura non sono all’altezza.

Il più ampio sell-off tecnologico ha accelerato dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. I mercati non premiano più automaticamente le aziende solo perché aumentano la spesa per data center e chip. Gli investitori vogliono sempre più prove che tali investimenti possano tradursi in profitti sostenibili.

La forte crescita del PIL nasconde rischi economici crescenti

L’economia statunitense continua a dimostrare resilienza. Nel terzo trimestre il PIL è cresciuto a un tasso annualizzato del 3,4%, superando le aspettative. Tuttavia, la crescente dipendenza dell’economia dalla costruzione di data center, dagli acquisti di apparecchiature e dagli investimenti nelle infrastrutture per l’IA solleva un’altra preoccupazione: un rallentamento di questo ciclo di investimenti potrebbe ripercuotersi non solo sui titoli tecnologici, ma anche sulla crescita economica in generale.

Come ha già osservato Traders Union, una correzione dei titoli legati all’IA non significa necessariamente che il boom tecnologico sia finito. Potrebbe invece riflettere una revisione al ribasso di valutazioni eccessive dopo diversi anni di rialzi eccezionali.

Finché gli investitori non vedranno prove più convincenti che la spesa per l’IA possa generare rendimenti adeguati, la domanda di Treasury potrebbe restare sostenuta e i titoli tecnologici continuare a essere sotto pressione.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.