Il Bitcoin rimane sotto pressione mentre le tensioni in Medio Oriente pesano sulla propensione al rischio
Il Bitcoin rimane volatile poiché l'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran ha ridotto la domanda di asset rischiosi nei mercati finanziari globali. Le rinnovate tensioni militari e le crescenti preoccupazioni per le interruzioni delle forniture energetiche hanno rafforzato il dollaro USA e spinto gli investitori a ridurre l'esposizione agli asset a più alto rischio, incluse le criptovalute.
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Sebbene il Bitcoin abbia inizialmente mostrato resilienza durante il recente rimbalzo, l'incertezza geopolitica è tornata a essere un significativo vento contrario.
I flussi istituzionali mostrano segni di stabilizzazione
Il sentiment istituzionale è leggermente migliorato dopo che gli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti hanno recentemente registrato i primi afflussi netti significativi a seguito di un prolungato periodo di continui riscatti. Il ritorno di flussi positivi suggerisce che gli investitori a lungo termine stiano ricostruendo selettivamente le posizioni dopo la recente correzione. Tuttavia, la domanda di ETF rimane ben al di sotto dei picchi precedenti e le istituzioni continuano ad adottare un atteggiamento cauto mentre i rischi geopolitici e l'incertezza macroeconomica rimangono elevati.
Il quadro tecnico rimane fragile
Il grafico orario mostra il Bitcoin in ritracciamento dopo non essere riuscito a sostenere i guadagni sopra i recenti massimi di ripresa. Il prezzo è scivolato nuovamente al di sotto delle sue medie mobili a breve e medio termine, continuando a scambiare vicino alla media mobile a 200 periodi ascendente in area 61.500$ - 61.700$. Questa media a lungo termine funge da importante livello di supporto tecnico. Una difesa efficace di questa zona potrebbe favorire un altro rimbalzo, mentre una rottura decisa al di sotto di essa aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda. In questa fase, la ripresa più ampia rimane vulnerabile e lo slancio rialzista si è notevolmente indebolito.
Prospettive
È probabile che il Bitcoin rimanga altamente sensibile alle notizie geopolitiche, ai dati sui flussi degli ETF e alle aspettative sulla politica monetaria statunitense. Qualsiasi ulteriore escalation in Medio Oriente potrebbe continuare a esercitare pressione sugli asset speculativi, poiché gli investitori prediligono la liquidità e il posizionamento difensivo. Al contrario, il miglioramento degli afflussi istituzionali e l'allentamento delle tensioni geopolitiche fornirebbero probabilmente il catalizzatore più forte per una ripresa più sostenibile, ma, come scritto in Bitcoin rimbalza mentre la domanda istituzionale mostra segni di ripresa, i rialzisti dovrebbero essere cauti finché il BTC rimane al di sotto di quota 65.000.
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